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Cesare Garboli

    Mai devi domandarmi
    Lessico famigliare
    Einaudi Tascabili - 898: Caro Michele
    L'isola di Arturo: Introduzione di Cesare Garboli
    L'isola di Arturo
    Einaudi tascabili. Scrittori: Caro Michele
    • L'isola di Arturo

      • 398pagine
      • 14 ore di lettura

      Arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella, vive in un'isola tra spiagge e scogliere, pago di sogni fantastici. Non si cura di vestiti né di cibi. È stato allevato con latte di capra. La vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. E ora ricorda. Queste sono le sue memorie, dall'idillio solitario alla scoperta della vita; l'amore, l'amicizia, il dolore, la disperazione. Secondo romanzo della Morante dopo 'Menzogna e sortilegio' (1948), 'L'isola di Arturo' (Premio Strega 1957) confermò tutte le qualità della scrittrice romana - l'impasto di elementi realistici e fiabeschi, la forte suggestione del linguaggio.

      L'isola di Arturo2021
      4,1
    • Mai devi domandarmi

      • 244pagine
      • 9 ore di lettura

      La solitudine dell'infanzia e lo stupore della vecchiaia, i film visti e i libri letti, le esperienze di lavoro, la psicanalisi, la musica lirica (il titolo è tratto dal libretto del Lohengrin ), le faccende domestiche, la politica, il credere o il non credere in Dio: i brevi saggi raccolti in questo volume risalgono alla fine degli anni Sessanta e stanno idealmente accanto alle Piccole virtù . Somigliano alle pagine di quel diario che l'autrice dichiarava di non tenere. Di certo sono vicini, per affinità tematica e sapienza di racconto, a Lessico famigliare e, come altrove nell'opera di Natalia Ginzburg, sono inseparabili dalla vocazione del narrare di sé. Nella loro casualità, nel loro placido disordine quotidiano, affrontanno questioni che appartengono a ciascuno di noi. Mai devi domandarmi diventa cosí un'esperienza familiare, un oggetto destinato a farci compagnia giorno dopo giorno. Con la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.

      Mai devi domandarmi2007
      3,5
    • «Caro Michele»: il piú classico degli incipit epistolari è quello che Natalia Ginzburg sceglie come titolo del suo romanzo. Una madre già avanti negli anni ma ancora giovane e un figlio lontano fisicamente e ancor piú (e soprattutto) distante nelle idee, nelle esigenze, negli affetti e nei dolori. Un figlio per il quale la madre prova rancore, ma dal quale non riesce a staccarsi; e l'ultimo, irrescindibile cordone ombelicale è fatto di sole lettere. Sorta di Lessico famigliare dieci anni dopo, Caro Michele è un romanzo dai personaggi dispersi, divisi dall'incomunicabilità e destinati alla solitudine, e la scelta del genere epistolare suona provocatoria e simbolica.

      Einaudi tascabili. Scrittori: Caro Michele2006
      4,1
    • Einaudi Tascabili - 898: Caro Michele

      • 186pagine
      • 7 ore di lettura

      La famiglia è distrutta, i personaggi sono dispersi, divisi dall'incomunicabilita e destinati alla solitudine, Michele, il figlio, e lontano rispetto alla madre che gli scrive, ma non solo fisicamente, anzi principalmente nelle idee, nelle esigenze, nei dolori.

      Einaudi Tascabili - 898: Caro Michele2001
      4,0
    • Uscito nel 1942 sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, La strada che va in città è la storia di una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d'interesse, di prendere la strada che va in città. Per poi accorgersi che il vero amore è altrove. Passioni senza via di uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni: con uno sguardo impietoso ma distaccato, Natalia Ginzburg, in questo suo primo romanzo, descrive la solitudine di un'esistenza che nel gioco della memoria rievoca ciò che le è passato accanto come un mistero incomprensibile e inafferrabile.

      Einaudi Tascabili: La strada che va in città2000
      3,5
    • Lessico famigliare

      • 221pagine
      • 8 ore di lettura

      I piccoli riti familiari, gli episodi quotidiani, i gesti affettuosi e le manie, tutto racchiuso in un gergo domestico che rappresenta amore e appartenenza. Rivisitati nel tempo, evocano atmosfere incantate e fantasmi benevoli, nonostante la Storia spietata (fascismo, confino, guerra...) che la famiglia affronta. Questo capolavoro, scritto nel 1963, non è un romanzo d'invenzione, ma un resoconto di verità: nessun nome fittizio, nessun fatto inventato, solo persone reali. L'esercizio della memoria è caldo e vibrante, mirato a rendere il racconto fedele e attendibile. I personaggi della scrittrice, insieme all'atmosfera unica della sua casa, emergono in modo vivido, con figure indimenticabili come quella del padre, i cui "sbrodeghezzi" e "negrigure" formano un lessico familiare. Sullo sfondo di una Torino intellettuale e antifascista degli anni Trenta, che cercava di resistere alla barbarie, si distingue una scrittura nitida e limpida. L'apparente leggerezza del registro "diaristico" si unisce a una raffinata ironia e a una naturale felicità di espressione.

      Lessico famigliare1999
      4,0
    • E l'alluce fu

      Monologhi & gag

      • 191pagine
      • 7 ore di lettura

      Marco Giusti ha scelto e montato dagli spettacoli di Benigni degli ultimi dieci anni il meglio della sua scatenata comicità, quell'inconfondibile misto di allegra ferocia giullaresca, irriverenti provocazioni, estri linguistici, gusto del nonsense, che è arrivato ad una surreale riscrittura della Bibbia. E' la prima volta che Benigni accetta di raccogliere in volume il meglio del suo lavoro teatrale e televisivo, in cui ha dato voce satirica alle rabbie e alle frustrazioni degli italiani, prendendo di mira il lungo crepuscolo della prima repubblica, con la sua fauna di incredibili personaggi.

      E l'alluce fu1997
      3,3
    • L'isola è il punto di una scelta, e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo Arturo.

      L'isola di Arturo: Introduzione di Cesare Garboli1995
      4,0