La disperata ricerca d'amore di un povero idiota
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Pif, pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, è un narratore italiano la cui opera seziona le complessità della società moderna con un abile tocco di umorismo e acuta perspicacia. Il suo percorso creativo, che spazia dal cinema alla televisione e alla letteratura, è caratterizzato da una capacità unica di intrecciare temi seri con una leggerezza accessibile. Attraverso le sue narrazioni, sia visive che scritte, Pif offre al pubblico una prospettiva sulla natura umana e sulle dinamiche sociali, spesso con colpi di scena sorprendenti e una vena di ironia. Il suo approccio si distingue per l'audacia nel cogliere la realtà, mantenendo al contempo una forte sensibilità narrativa.





Immaginate di tornare a casa e trovare un costruttore mafioso che afferma che quella non è più la vostra casa. Dopo anni di battaglie legali, un tribunale vi dà ragione, ma il compenso per i danni non vi sarà mai pagato, poiché il costruttore è stato condannato e tutto ciò che possedeva è stato sequestrato. Inoltre, l'Agenzia delle entrate vi chiede il 3% di quella somma che non riceverete mai. Questa è la storia di Maria Rosa e Savina Pilliu, che in trent'anni hanno affrontato molto di più. Attorno al palazzo abusivo si muovono mafiosi, politici corrotti, avvocati, istituzioni pavide e vittime di intimidazioni. Gli autori, venuti a conoscenza della vicenda, hanno deciso di scrivere questo libro con l'intento di cambiare il finale della storia. Si pongono tre obiettivi: raccogliere fondi per pagare il 3% all'Agenzia delle entrate, ottenere lo status di 'vittime di mafia' per le sorelle Pilliu e ristrutturare le palazzine semidistrutte per un'associazione antimafia. A Palermo, il mantra "Io posso" rappresenta l'arroganza di chi si sente al di sopra delle regole. Gli autori vogliono ribaltare questa frase, affermando: "Io posso e tu no perché io sono lo Stato e tu no".
Arturo, trentacinquenne agente immobiliare, vive una vita monotona, senza fidanzata e con poche passioni, tra cui i dolci, specialmente quelli con la ricotta. La sua esistenza cambia quando incontra Flora, la figlia del proprietario della pasticceria famosa per i migliori sciù di Palermo, il dolce preferito di Arturo. Flora è sveglia e intraprendente, ma profondamente cattolica, e Arturo cerca di conquistarla interpretando Gesù durante una Via Crucis. Tuttavia, durante la rappresentazione, dimentica i fondamentali insegnamenti cattolici, creando una scena quasi blasfema. Nonostante ciò, Flora si innamora di lui e per un periodo vivono una relazione felice, ignara della sua indifferenza religiosa. Questo equilibrio precario, fatto di sotterfugi e risposte mormorate, non può durare. Quando Flora scopre la verità, Arturo reagisce in modo inaspettato, decidendo di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane. Questa scelta rivoluzionaria cambierà le loro vite, rivelando a entrambi e a chi li circonda una verità scomoda. L'autore esordisce con un romanzo che invita a riflettere sui legami umani e sul significato di solidarietà, uguaglianza e verità.
È una storia come tante, quella narrata ne Il vurricatore: Lillino Palazzolo è giovane siciliano, entrato a far parte di Cosa nostra senza un vero perché. Da picciotto, diventa col tempo il seppellitore ufficiale della famiglia mafiosa cui si è affiliato. Una parabola ascendente che si incrina nel periodo turbolento della latitanza e che termina bruscamente nella laboriosa rete tesa dagli uomini della Catturandi.Lillino Palazzolo è un personaggio liberamente ispirato alla figura di Gaspare Pulizzi, mafioso legato alla famiglia di Carini, oggi collaboratore di giustizia. Sebbene i nomi, i fatti e le circostanze narrate siano in parte frutto della fantasia dell’autore, egli stesso ci ricorda, pagina dopo pagina, che “sono ispirati da una realtà ancor più dura e cruenta di quella descritta sulla carta”.