Rime: A cura di Gianfranco Contini - Con un saggio di Maurizio Perugi
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Questo filologo e critico letterario italiano si è distinto per un insolito rigore metodologico, applicato sia al suo campo primario che allo studio della letteratura moderna e contemporanea. La sua attenzione si è concentrata sulle sfumature linguistiche e stilistiche, rivelando una notevole cura per i dettagli. Forse è proprio come critico letterario che ha definito più pienamente la sua personalità intellettuale, realizzando interpretazioni penetranti dei maggiori scrittori italiani. Il suo lavoro offre una prospettiva profonda per comprendere l'evoluzione della letteratura italiana e del pensiero critico.






Modello per secoli di tutta, o quasi, la lirica italiana, il "Canzoniere" del Petrarca si configura come un'opera di estrema modernità: moderna è la consapevolezza con la quale il poeta si pone nei confronti della tradizione letteraria; moderno è il linguaggio, la metrica; moderna l'attitudine sperimentale, moderno il ruolo assegnato alla letteratura, l'afflato narrativo. Moderna la concezione dell'amore, che fonda il suo rituale su un'esperienza fondamentalmente interiore; e moderno, infine, lo spessore di quell"io" poetico che per la prima volta assurge a protagonista assoluto. Il testo dei trecentosessantasei componimenti (i "rerum vulgarium fragmenta") è accompagnato dal commento di Marco Santagata: un caposaldo della critica e della filologia, l'edizione di riferimento del "Canzoniere".
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