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Pietha de Voogd

    Il nero e l'argento
    Il Corpo umano
    La solitudine dei numeri primi
    Divorare il cielo
    Een duivels zinsbedrog
    Il nome della rosa
    • Un’abbazia medievale isolata. Una comunità di monaci sconvolta da una serie di delitti. Un frate francescano che indaga i misteri di una biblioteca inaccessibile. In una edizione con i disegni e gli appunti preparatori dell’autore, il romanzo che ha rivelato il genio narrativo di Umberto Eco: tradotto in 60 paesi con oltre 50 milioni di copie vendute, Il nome della rosa ha vinto il premio Strega nel 1981 e ha ispirato un film e una serie tv di successo mondiale. “ I disegni e le annotazioni manoscritte del futuro autore del Nome della rosa testimoniano il minuzioso lavoro preparatorio prima della stesura del romanzo. A conferma di quanto affermato da Eco nelle ‘Postille’ (1983): ‘Per raccontare bisogna anzitutto costruirsi un mondo il più possibile ammobiliato sino agli ultimi particolari.’ E che cosa ci racconta o, meglio, ci anticipa di questo mondo il materiale visivo qui riprodotto? Innanzi tutto l’identità, la fisionomia dei principali protagonisti, con il tipico tratto veloce, arguto dell’autore, che ne giustificherà l’invenzione ‘per sapere quali parole mettere loro in bocca.’ Poi profili e piante di abbazie, castelli, labirinti, in una piena immersione nella cultura anche materiale del Medioevo.” Mario Andreose

      Il nome della rosa
      4,2
    • Divorare il cielo

      • 430pagine
      • 16 ore di lettura

      A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano esplora la giovinezza e il passaggio all'età adulta. Teresa osserva tre ragazzi, Bern, Tommaso e Nicola, mentre si tuffano nudi in piscina. Per lei, sono simboli di libertà e selvatichezza, ma suo padre li considera intrusi. Teresa si innamora di Bern, attratta dalla sua inquietudine e dalla sua ricerca di un ideale assoluto: la religione, la natura, un figlio. Questi ragazzi, uniti da legami non di sangue e da padri assenti, condividono una nostalgia per ciò che non hanno mai avuto. Il loro corpo diventa il mezzo attraverso cui esprimono la loro intensa aspirazione. La campagna pugliese fa da sfondo a una storia che si snoda nel tempo, attraversando vent'anni e quattro vite. Teresa si dedica alla cura della terra rossa e degli ulivi, mentre il ciclo delle stagioni diventa un potente simbolo della vita. L'amicizia maschile, la ribellione, il desiderio e la rivalità si intrecciano in un romanzo che esplora il bisogno di trasgressione e di appartenenza. Al centro c'è una generazione piena di vita e in cerca di significato, divisa tra il passato e un futuro incerto, alla ricerca di un fuoco che li illumini.

      Divorare il cielo
      3,9
    • Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

      La solitudine dei numeri primi
      3,5
    • Il Corpo umano

      • 309pagine
      • 11 ore di lettura

      Deserto, vento e polvere. Disturbi gastrointestinali, nostalgia di casa e desiderio di avventura. Novizi inesperti, veterani esperti, un medico cinico. Una base operativa avanzata in Gulistan, provincia di Farah, nel sud-ovest dell'Afghanistan. E lontano, nel retro, il quartier generale che conduce una guerra in cui le vite individuali non contano. Paolo Giordano si interessa proprio alle storie degli individui che la guerra riunisce. Una guerra moderna, quella che conosciamo dai notiziari, ma di cui in realtà non sappiamo nulla. Il romanzo ha un narratore collettivo e polifonico, e il suo titolo può segnalare da un lato la perfezione fisica del corpo umano, dall'altro la sua insufficienza e vulnerabilità. L'opera, introdotta da una citazione di "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di E. M. Remarque, si colloca apertamente nella tradizione della letteratura anti-bellica. L'autore, con il suo linguaggio preciso, descrive anche i campi di battaglia civili, che possono nascondersi dietro le quinte di famiglie apparentemente felici, dove a volte si combattono battaglie così spietate che, in confronto, l'inferno di sabbia dell'Afghanistan appare come una "bolla di sicurezza".

      Il Corpo umano
      3,5
    • Il nero e l'argento

      • 118pagine
      • 5 ore di lettura

      Questa è la storia di un amore giovane. Di una coppia felice e inesperta, spaventata di scoprire, giorno dopo giorno, le molteplici forme dell'abbandono. Perché anche le famiglie possono soffrire di solitudine, proprio come le persone. Ad accudire in silenzio tutte le incertezze, oltre a prendersi cura del loro bambino, ci ha sempre pensato la signora A. Per questo, quando arriva un male a portarsela via, si spalanca in casa un vuoto improvviso. Nora e suo marito devono ancora accorgersi che il coraggio della signora A., ormai, appartiene anche a loro. -- From publisher's website

      Il nero e l'argento
      3,4
    • Wat ik niet wil vergeten

      • 174pagine
      • 7 ore di lettura

      Tijdens de lange coronaperiode deed de Italiaanse schrijver Paolo Giordano wat schrijvers nu eenmaal doen: hij observeerde de situatie en probeerde een wereld te begrijpen die ineens vreemd en bedreigend was. Maar hij reageerde ook als academicus: hij probeerde de oorzaken en gevolgen te duiden, te luisteren naar de deskundigen en zijn eigen gedachten te ordenen. Zo vormde zich een uniek coronadagboek over een jaar van grote verandering en een reflectie op een unieke, onvergelijkbare periode in ons bestaan.Giordano brengt niet alleen een verhelderende terugblik op deze ingrijpende tijd, maar in Wat ik niet wil vergeten gaat hij op zoek naar een nieuwe balans tussen rede, emotie en verwachtingen. Want we zullen, wanneer de storm eindelijk is gaan liggen, op zoek moeten naar een nieuwe, toekomstbestendige manier van leven.

      Wat ik niet wil vergeten
      3,2
    • Een Italiaanse verhalenbundel, bijeengebracht door Marina Warners. Het boek bevat 19 kortverhaaltjes van verschillende Italiaanse auteurs: Silvia Ballestra (Fragment van een thriller), Stefano Benni (Coïncidenties), Alberto Bevilacqua (De erotiek van de wroeging), Massimo Bondempelli (Amerikaans), Aldo Busi (Het gedraai om de getrouwde minnar), Pino Cacucci (Het meisje van het zwembad), Rossana Campo (De keer dat Mina me gekust heeft), Ermanno Cavazzoni (De mislukte hoer), Carmen Covito (Virtual Reality), Giuseppe Culicchia (Iets heel anders), Pia Fontana (De agenda), Dacia Maraini (Sechmet), Raffaele Nigro (Sirocco), Sandra Petrignani (Vrouwen bij het zwembad), Giuseppe Pontiggia (Isis), Lidia Ravera (Morele categorieën en gekookte courgettes), Clara Sereni (De goede dochter), Annamaria Testa (IJdelheid), Valeria Viganó (Achter de haven).

      Ciao, Bella! Italiaanse verhalen over vrouwen
    • Leven in de mafia

      Het verhaal van Antonino Calderone

      • 269pagine
      • 10 ore di lettura
      Leven in de mafia