Sei pezzi da mille inizia dove American tabloid finisce: dall'attentato a Kennedy e dal complotto per insabbiarlo. James Ellroy allaccia così il suo racconto ai grandi eventi di quegli anni, e i suoi personaggi, sbirri, assassini, malviventi e provocatori, si mescolano ai protagonisti e alle vicende di quegli anni: da Martin Luther King ai fratelli Kennedy, dalle tensioni con Cuba al Vietnam, i fili della storia vera e inventata si intersecano in un solo "incubo americano".
Il deflagrante episodio conclusivo della “American Underworld Trilogy” --- Estate 1968. Gli Stati Uniti sembrano sul punto di esplodere per il caldo che li soffoca e gli scandali che la scuotono. Nell’attraversare un quadriennio infuocato, lo sguardo implacabile di Ellroy si ferma su eventi enormi – l’imperialismo Usa in America Latina, il dilagare del Black Power, la morte di J. Edgar Hoover, la presidenza Nixon – e su esistenze minime, trascinate dal corso di quella spaventosa e magnetica fiumana che è Los Angeles, interrompendosi sull’orlo del Watergate. Cospirazioni, corruzione, una travolgente narrazione iniziata con "American Tabloid" e proseguita con "Sei pezzi da mille".
La passione per la lingua mi definisce. Il mio romanzo, "Perfidia", significa "tradimento" e si riferisce a una canzone lamentosa della fine degli anni Trenta. Con 960 pagine, la storia è ampia e si svolge dal 6 al 29 dicembre 1941. A Los Angeles, nel mese dell'attacco a Pearl Harbor, uomini e donne dalle grandi anime si scontrano. Hanno convinzioni forti, sogni e un profondo senso del dovere. Insieme e contro, lavorano per risolvere un grande crimine mentre cercano l'amore. "Perfidia" è l'essenza della mia conoscenza sulla narrazione, la storia e la questione del perché le persone agiscano come fanno. Il 6 dicembre 1941, la vigilia dell'attacco a Pearl Harbor, una famiglia giapponese viene trovata morta a Los Angeles. Omicidio o suicidio rituale? Le indagini uniscono quattro personaggi: un brillante forense, una giovane donna avventurosa, il poliziotto reale William H. "Whiskey Bill" Parker e Dudley Smith, l'incarnazione del male.
De la mère aux épouses et aux amantes, toute l'oeuvre d'Ellroy procède du féminin et trouve sa source dans cet héritage maternel : l'obsession. En six mouvements d'une tumultueuse symphonie, James Ellroy revisite les moments clés de ses relations avec les femmes qui ont compté dans sa vie, à commencer par la première d'entre toutes : Geneva Hilliker Ellroy, objet d'une "malédiction" que son fils lança contre elle, enfant, souhaitant la voir morte. Après Ma part d'ombre et la vaine traque de l'assassin de sa mère, Ellroy entreprend une autre forme d'exorcisme : annuler cette malédiction à travers la quête des autres femmes, passer de "Elle" à "Elles". Les femmes comme cristallisation du désir, objets de fantasmes libérateurs ou destructeurs, sources d'influence ou d'inspiration littéraire, sont au centre de ce récit dans lequel Ellroy se raconte avec une féroce absence de complaisance, qui prend parfois l'allure d'une poignante confession. Mélange de rigueur, de mysticisme et de sexualité, ce livre, à la forme dépouillée et au contenu électrique, rassemble toutes les fulgurances et les faiblesses d'un homme hors du commun. C'est aussi un indispensable mode d'emploi littéraire pour qui s'intéresse à l'oeuvre d'Ellroy. "Il est impossible de ne pas éprouver de sympathie pour ce petit garçon abandonné qui vit en Ellroy et aspire à la rédemption et à la libération." (New York Times Book Review)