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Rigoberta Menchú

    9 gennaio 1959

    Rigoberta Menchú Tum è una prominente attivista indigena del Guatemala, dedita alla difesa dei diritti e alla denuncia delle lotte del suo popolo, in particolare durante e dopo la guerra civile. Il suo instancabile lavoro ha portato l'attenzione internazionale sulla difficile situazione delle comunità indigene del Guatemala. È diventata un simbolo globale di resilienza indigena e una potente voce per la giustizia sociale.

    Rigoberta
    Enkelin der Maya. Autobiographie
    La bambina di Chimel
    Continente desaparecido: Il vaso di miele
    Un mondo migliore è possibile
    Mi chiamo Rigoberta Menchú
    • Per la prima volta nella storia del Centroamerica, una donna india prende la parola per denunciare le persecuzioni e le umiliazioni secolari del suo popolo, ma anche per rivelare con grande intensità la vita materiale e la cultura ancestrale degli ultimi discendenti dei Maya. Le pagine di questo libro conservano il fascino sinuoso del racconto orale, perché la voce di Rigoberta, Premio Nobel per la pace nel 1992, trascorre dall'autobiografia al mito, dalla memoria collettiva alla denuncia politica, dal rito religioso alla rivelazione dei fondamenti materiali e culturali del popolo quiché.

      Mi chiamo Rigoberta Menchú
      3,9
    • Un mondo migliore è possibile

      Da Porto Alegre le idee per un futuro vivibile

      • 302pagine
      • 11 ore di lettura

      Porto Alegre, nel Sud del Brasile, è ormai diventato il punto di incontro per tutte le persone impegnate, a vario titolo, a fronteggiare e sanare le profonde ferite sociali inferte dalla nuova economia globalizzata. Lì Gianni Minà ha incontrato molti rappresentanti del vasto e composito movimento "no global" e, intervistandoli, ha cercato di fare il punto della situazione sulle questioni più urgenti e gravi, dalla mancanza d'acqua per miliardi di persone alla tragedia delle vittime di guerra.

      Un mondo migliore è possibile
      3,5
    • La bambina di Chimel

      • 96pagine
      • 4 ore di lettura

      „Min” è un bel nome. Non è educato dirlo, ma mi piace il mio nome. „Min” nella nostra lingua è un modo per dire „domenica” – è un giorno sereno e tranquillo, è il giorno della settimana in cui si celebra il sacro. Se hai un nome del genere, significa il meglio della vita: sole, libertà dal lavoro, cielo blu, giocare tutto il giorno, un grande pranzo in paese, nessuna preoccupazione. La domenica è il giorno del sole, gioioso, giocoso. Così dovrebbe essere la mia vera natura... Provo una grande gioia nella vita. Rido molto, faccio molte battute, racconto aneddoti, sono ottimista e credo che il bene possa vincere il male. Infatti, mi chiamo Li Min. Quando la piccola Min è cresciuta, è diventata Rigoberta Menchú – una sostenitrice dei diritti degli indigeni e dei diritti umani del Guatemala, premiata con il Premio Nobel per la Pace nel 1992. Ricordando la sua infanzia, ha scritto insieme all'amico scrittore e connazionale Dante Liano questo toccante libro, in cui si incontrano il sentimento di vita degli indigeni, le storie degli antenati e le saggezze ben custodite, la fede nel bene e un mondo in cui ognuno ha bisogno di essere se stesso.

      La bambina di Chimel
      3,6
    • Rigoberta

      La nieta de los mayas

      • 348pagine
      • 13 ore di lettura

      The Nobel Peace Price winner tells her own story and that of many Guatemalans; the dreams and nightmares of the people and their land. This is the Mayans' story, how they were devastated by the mercenaries and betrayed by the politicians.

      Rigoberta
      3,5
    • Moi, Rigoberta Menchú

      Une vie et une voix, la révolution au Guatemala

      • 330pagine
      • 12 ore di lettura

      Pour la première fois dans l'histoire du Centroamérica, une femme indienne prend la parole pour dénoncer les persécutions et les humiliations séculaires de son peuple, mais aussi pour révéler avec grande intensité la vie matérielle et la culture ancestrale des derniers descendants des Mayas. Les pages de ce livre conservent le charme sinueux du récit oral, car la voix de Rigoberta, Prix Nobel de la paix en 1992, passe de l'autobiographie au mythe, de la mémoire collective à la dénonciation politique, du rite religieux à la révélation des fondements matériels et culturels du peuple quiché.

      Moi, Rigoberta Menchú
    • Die Indianer Amerikas

      Die Geschichte der Unterdrückung und des Widerstandes

      • 239pagine
      • 9 ore di lettura
      Die Indianer Amerikas
    • Das Mädchen von Chimel

      • 52pagine
      • 2 ore di lettura

      In 13 kleinen Kapiteln lässt Rigoberta Menchú Szenen ihrer Kindheit vorüberziehen. Wir sehen ihr Heimatdorf Chimel in den Tagen, als Rigoberta noch Li M’in gerufen wurde. Li M’in bedeutet „Sonntag“ und die Bilder, die sie erinnert, sind voller Harmonie und Heiterkeit. Sie spiegeln einen Alltag, der durchdrungen ist von der Weisheit der tausendjährigen Maya-Kultur. Die Menschen von Chimel sehen jedes Ding – Steine, Pflanzen, Tiere - belebt von einem eigenen Geist, dem sie ihren Respekt entgegenbringen. So leben sie im Einklang mit der grandiosen Natur, die sie umgibt. Li M’in war ein glückliches Kind, Chimel das Paradies. Erst als die Honigbienen eines Tages aus ihren Stöcken fliehen und nicht zurückkommen, klingt ganz leise eine düstere Ahnung an. Rigoberta Menchú lässt es bei diesen Andeutungen und offenbart ihre Kindheit als die Quelle ihrer besonderen Kraft und Lebensfreude. Barbara Steinitz greift mit ihren Tuschezeichnungen die einzigartige Atmosphäre des bäuerlichen Lebens in Guatemala auf.

      Das Mädchen von Chimel