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Sebastiano Vassalli

    24 ottobre 1941 – 27 luglio 2015

    Nato a Genova nel 1941, Sebastiano Vassalli divenne un importante romanziere italiano dopo la sua prima infanzia a Novara. Il suo primo lavoro, influenzato dai suoi studi universitari e dal movimento della neo-avanguardia, sperimentò con la forma e il linguaggio. Dopo una rottura critica con questi gruppi sperimentali, Vassalli adottò un approccio narrativo che esplorava l'identità e la storia italiana, spesso attraverso protagonisti che sfidavano le convenzioni. Le sue opere, come l'acclamato "La chimera", approfondirono temi come la memoria, la tradizione e la ricerca della verità, guadagnandosi il riconoscimento internazionale.

    Sebastiano Vassalli
    Marco e Mattio
    L'oro del mondo
    Cuore di pietra
    La morte di Marx e altri racconti
    Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia
    Natale a Marradi
    • Natale a Marradi

      • 57pagine
      • 2 ore di lettura

      Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato La notte della cometa. Scrive Vassalli: «È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico… Eppure per Dino Campana l’ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa… Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d’infanzia all’unica persona che aveva avuto un moto d’affetto nei suoi confronti…»

      Natale a Marradi
      4,5
    • Il Sudtirolo, una terra di frontiera e un paradiso turistico in cui due popolazioni sono destinate a convivere. Ma cos'altro sanno gli italiani di questa regione e della sua storia? Quasi niente e, peggio, l'hanno sempre capita poco. Sebastiano Vassalli ripercorre in maniera lucida e tagliente gli snodi principali di un secolo ricco di contrasti, di "fandonie storiche", di follie politiche: dal 1919, quando il trattato di St. Germain avanzò sul crinale alpino il confine con l'Austria, stabilendo che i sudtirolesi diventavano loro malgrado italiani... fino ai giorni nostri. In mezzo ci sono il fascismo, il nazismo, le bombe, i referendum e una stagione di tenebre in cui hanno perso la vita troppi uomini. Il protagonista di questa lunga storia è ormai vecchissimo, nato nel 1928, eppure continua ancora a muoversi indisturbato nel paesaggio scintillante di valli e città, a fare sentire la propria voce e a seminare zizzania. Attraverso una proposta concreta, questo libro invita a chiudere i conti con la storia e a separare una volta per tutte il passato dal presente, per guardare avanti.

      Il confine. I cento anni del Sudtirolo in Italia
      4,0
    • Perché il cadavere di un commesso viaggiatore viene trovato nel più grande cimitero di automobili della città? Per quale ragione un intellettuale omosessuale viene ucciso con un busto di Bizet? Come finisce la storia sentimentale fra uno scrittore, che si chiama Sebastiano, e una prostituta africana? Come si eccita sessualmente un collezionista di mantidi religiose? Tutte queste storie e molte altre danno vita a un libro che racconta le mutazioni antropologiche dell'uomo contemporaneo e la dissoluzione senza speranze dei miti che ci hanno accompagnato dalla Rivoluzione Francese fino all'altroieri.

      La morte di Marx e altri racconti
      3,3
    • Il romanzo della vita di una casa, in una città di provincia, dagli inizi del Regno d'Italia ai giorni nostri. Un secolo e mezzo di piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della nostra storia. Vassalli racconta, famiglia dopo famiglia, il carattere degli italiani, i vizi e le virtù in cui tutti noi, con affetto o con rabbia, con nostalgia o con qualche malumore, potremo riconoscerci.

      Cuore di pietra
      3,7
    • Amore lontano

      • 192pagine
      • 7 ore di lettura

      "La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole. Vita che vive al di fuori di un corpo e quindi anche al di fuori del tempo. Vita che si paga con la vita: le storie dei poeti che ho raccontato in questo libro stanno a dimostrarlo." Così scrive Vassalli in questo libro, nel quale racconta sette vite di poeti per carpire il mistero della poesia: Omero, Qohélet, Virgilio, Jaufré Rudel, François Villon, Giacomo Leopardi, Arthur Rimbaud.

      Amore lontano
      3,6
    • chi è l&'italiano? Sembra chiederselo persino Dio, nella cornice di questo libro: undici storie paradigmatiche del carattere degli italiani, colto nella debolezza, nella meschinità, nell&'infantilismo, nella vigliaccheria. L&'ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin, svillaneggiato come traditore della patria, lascia tutti i suoi averi ai matti perché sono forse le persone meno stolte che ci siano. Saverio Polito è &"Il trasformista&": ex funzionario dell&'Ovra, generale di Badoglio, cerca di approfittare della moglie del duce. Viene denunciato da donna Rachele e arrestato; dopo la liberazione, forte del fatto di essere stato incarcerato da Mussolini, fa carriera e diventa questore di Roma. Togliatti durante una conferenza alla Normale di Pisa è attaccato da un giovane studente, perde la pazienza e sbotta: &"Provaci tu, a fare la rivoluzione&". &"Ci proverò stia tranquillo&", risponde il giovane Adriano Sofri.

      L'italiano
      3,5
    • Einaudi Tascabili - 335: Il Cigno

      • 192pagine
      • 7 ore di lettura

      Palermo 1893-1920: un omicidio eccellente, uno scandalo bancario, un finto terremoto politico. È la storia di una Sicilia di cent'anni fa. E sembra storia d'oggi. Un altro capitolo dell'indagine di Vassalli sul carattere degli italiani e sugli eterni mali nazionali.

      Einaudi Tascabili - 335: Il Cigno
      3,5
    • Un infinito numero

      • 257pagine
      • 9 ore di lettura

      Timodemo, ex schiavo greco, narra il suo viaggio con il padrone Mecenate in Etruria per scoprire le origini di Roma, da immortalare nel poema voluto da Augusto. Nella sacra città di Sacni, i tre riescono a entrare nei sotterranei del tempio di Mantus, dove, attraverso un rito esoterico, rivivono mille anni di storia: dall'arrivo nel Lazio dei sopravvissuti di Troia, agli orrori perpetrati da Enea e i suoi uomini, fino alla nascita della civiltà etrusca e delle dodici città confederate, culminando con Roma, mai accettata dalle altre per la sua origine di ladri e scarti sociali. Le voci del passato si intrecciano in un flusso vorticoso, rivelando violenze e tradimenti, dimenticati dalle generazioni successive. Le tensioni politiche e morali si fondono in un organismo unico, più forte delle ferite individuali. Mentre il mondo etrusco cede il passo alla potenza romana, le civiltà si sovrappongono, morendo senza mai scomparire del tutto. Tornati a Roma, i tre si disperdono: Mecenate affronta il declino, Virgilio scrive l'Eneide, cercando di dare una forma edificante alle storie rivissute, ma poi tenta di distruggere la sua opera. Timodemo, infine, compie un viaggio inverso nel tempo, giungendo al Duemila con saggezza e verità.

      Un infinito numero
      3,5