Fin dal primo romanzo "L'esclusa" (1901), i personaggi della narrativa pirandelliana tracciano il grafico della solitudine e dell'alienazione dell'individuo di fronte a una realtà contraddittoria, inafferrabile, inconoscibile, priva di punti di riferimento. Ciascuno a suo modo esemplifica o denuncia la sconcertante inquietudine, lo scacco, la sconfitta che nascono dall'impossibilità di sapere, di prevedere, di dominare. E l'autore delinea questa accidentata geografia di naufragi esistenziali con quella "pietà spietata" che rappresenta l'ingrata ricchezza della sua visione umoristica, in cui convivono dolore e riso, partecipazione e distacco.
Sergio Campailla Libri






Maschere nude - Edizioni integrali
- 1270pagine
- 45 ore di lettura
Contiene: Ma non e una cosa seria Bellavita La patente L'altro figlio Liola O di uno o di nessuno Non si sa come Trovarsi Quando si è qualcuno All'uscita La nuova colonia Lazzaro La favola del figlio cambiato I giganti della montagna
Con I Viceré De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a I Buddenbrook di Thomas Mann, l’autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del «decadimento fisico e morale d’una stirpe esausta» e le vicende dell’unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d’altra parte, la storia della Sicilia e dell’Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare. I Viceré si conferma come il massimo romanzo di De Roberto e uno dei vertici dell’intera narrativa italiana.
Classici tascabili: Le tigri di Mompracem
- 480pagine
- 17 ore di lettura
Sandokan, principe di un sultanato del Borneo, spodestato dal trono dagli inglesi che gli hanno sterminato la famiglia, è la temuta Tigre della Malesia, capo dei feroci pirati le cui scorrerie insanguinano i mari. Il suo rifugio è una piccola isola, Mompracem, un luogo inespugnabile dove vive circondato dai suoi fedeli Tigrotti, "uomini coraggiosi fino alla pazzia". Affiancato dall'amico Yanez - l'avventuriero portoghese suo braccio destro - Sandokan passa di lotta in lotta, di arrembaggio in arrembaggio, finché finisce ferito sulle coste di Labuan, isola controllata dai suoi nemici. Qui verrà soccorso da lord Guillonk che, ignaro della sua vera identità, non solo gli salverà la vita, ma gli farà conoscere sua nipote, Marianna, la cui leggendaria bellezza le ha meritato il soprannome di Perla di Labuan. Da quel momento la Tigre della Malesia sarà disposta a rischiare tutto - la sua isola, i suoi fidati Tigrotti, la sua stessa vita - per fare della Perla di Labuan la Regina di Mompracem.
‟Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.” È l'incipit del romanzo più noto di Luigi Pirandello: Il fu Mattia Pascal (1904). In esso è contenuta la cellula generativa dell'intero libro. Quando lo scrisse, lo scrittore siciliano ne sapeva quanto chi, scorse queste prime righe, si predispone alla lettura. Scelti nome e cognome, cominciano le peripezie del personaggio, il quale presto si trova in una situazione simile a quella dell'autore: deve lui stesso dare vita a ‟un uomo inventato”. Durante questa vera e propria avventura dei nomi, il libro assume la sua forma pienamente novecentesca, nella quale autobiografia e biografia immaginaria si confondono. Consanguineo di quelli che saranno i sei personaggi in cerca d'autore, Mattia Pascal sembra a tratti lanciare messaggi al lettore perché lo liberi dal vincolo cartaceo e dunque dalla sua muta solitudine. ‟La coscienza ironica e ascetica trova nella letteratura l'unico modo di operare che non entra in collisione con il mondo. La trasformazione della vita in letteratura, dopo la rottura ironica con quell'io che correva per il mondo in cerca della libertà e della felicità, conferma che soltanto la pacificazione con se stesso è il vero eden e l'unica utopia realizzabile.” (dal commento di Antonio Gagliardi)
A cura di Sergio Campailla, Edizioni integrali esplora l'umanità dei vinti, coloro che sono inesorabilmente falciati dalla storia, un tema centrale nel verismo di Giovanni Verga. La sua straordinaria capacità di rappresentare la condizione umana in una Sicilia vissuta in prima persona emerge chiaramente. In un romanzo corale, una famiglia di pescatori di Aci Trezza esprime un attaccamento alla tradizione familiare, che sembra l'unica salvezza, ma si avvia verso un triste naufragio. Mastro-don Gesualdo racconta il cambiamento sociale di classi in decadenza e in ascesa, illustrando la storia di un muratore arricchito che dedica le sue energie a un amore sterile per la “roba”. Temi ricorrenti nella novellistica verghiana, non solo siciliana, includono la lotta disperata per la sopravvivenza, il conflitto per il possesso e il desiderio di elevarsi, che si rivela vano di fronte a un destino segnato. Tra le pagine più riuscite di Verga ci sono Rosso Malpelo, Ciàula scopre la luna e La roba. Nato nel 1840 a Catania e attivo a Firenze e Milano, il suo ritorno in Sicilia e l'incontro con la dura realtà meridionale hanno orientato la sua produzione verso un'analisi oggettiva della vita. Morì a Catania nel 1922.
Tascabili Economici Newton - 267: La lupa e altre novelle di sesso e di sangue
- 100pagine
- 4 ore di lettura
Le altre donne del paese la temono perché è spregiudicata e disinibita. Gli uomini la guardano con un misto di paura e lussuria. Tutti la chiamano "la lupa", per quel suo spirito anticonformista così raro nella Sicilia ottocentesca. Una storia fatta di sentimenti fortissimi che sorprende il lettore per la sua intensità e per il suo climax drammatico ed avvincente.
Tutte le novelle: Edizione integrale
- 537pagine
- 19 ore di lettura
La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita -i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.
Grandi tascabili economici Newton Narrativa: Le avventure di Tom Sawyer. Ediz. integrale
- 224pagine
- 8 ore di lettura



