Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, invece, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non più come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo.
Bettina Cristiani Libri




Oggi una donna è andata fuori di testa al supermercato
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Saggi Universale Economica Feltrinelli - 1730: Il bambino è competente
Valori e conoscenze in famiglia
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Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, invece, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non più come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo.
Solo ventotto giorni! Tanto basta per cambiare approccio nei confronti della vita, rimuovere gli ostacoli che ci separano dalla felicità e (ri)trovare la consapevolezza di sé. Come? Attraverso la meditazione, che ci insegna a concentrarci su ciò che accade nel presente e sulle nostre reazioni, osservandole senza giudicare. Scopriremo allora i meccanismi invisibili che ci guidano e potremo eliminare gli atteggiamenti "non salutari". Perché il problema non è ciò che ci accade, ma il modo in cui lo viviamo. Non è una religione che si propone qui, non si richiedono capacità o conoscenze particolari, né la rinuncia alle passioni e l'isolamento ascetico. Bastano pochi minuti al giorno, anche al lavoro o in coda alle Poste, per seguire un programma che ci porterà un passo dopo l'altro a vivere più serenamente le avversità, accogliere i cambiamenti e godere finalmente di tutto ciò che di buono ci riserva la vita.