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Luigi Lunari

    Il giardino dei ciliegi
    La Locandiera
    La bottega del caffè
    Dracula. Edizione integrale
    L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte
    I vicerè
    • "Tecnicamente, è un romanzo "ben fatto", senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo, un ritmo tanto vigilato e costante... a lettura finita, e anche nel ricordo più lontano, i personaggi stanno tutti sullo stesso piano, nella stessa cruda luce, equamente indimenticabili così come equamente necessari ed importanti..." (Leonardo Sciascia)

      I vicerè
      4,3
    • La celebre satira sociale di Oscar Wilde presenta i protagonisti Algernon, un vivace londinese, e Jack, un ambizioso giovane di campagna, che conducono una doppia vita per sfuggire alle pressioni della loro posizione sociale. Algernon si diverte a vivere come "Bunbury" in campagna, mentre Jack si presenta in città come "Ernest". La passione di Jack per Gwendolen, figlia di Lady Bracknell e cugina di Algernon, lo costringe a rinunciare al suo ingombrante alibi, rivelandosi una sfida. Algy lo visita in Hertfordshire spacciandosi per il fratello "Ernest", e Gwendolen, che desidera sposare solo un "Ernest", si presenta anch'essa. Lady Bracknell rimane inflessibile nel suo snobismo sociale. Questa commedia è una delle più brillanti del teatro mondiale, anticipando il teatro dell'assurdo e rappresentando un capolavoro dell'estetismo, che svela la superficialità della morale e delle convenzioni sociali dell'epoca vittoriana, intrattenendo con grande stile.

      L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte
      4,3
    • Dracula. Edizione integrale

      • 384pagine
      • 14 ore di lettura

      Accompagnato da ininterrotta fortuna, riconfermata dal successo del film di Francis Ford Coppola, Dracula di Bram Stoker è l’ultimo grande romanzo gotico e al tempo stesso, forse, il più famoso: spettrale, altero, spietato e sottilmente erotico, il pallido Conte (il cui nome è ormai sinonimo di vampiro) appartiene a quei pochi personaggi che entrano a far parte dell’immaginario collettivo, impongono un genere, divengono un simbolo. «Una figura», notava Thomas Wolf, «che costringe a confrontarci con misteri primordiali: la morte, il sangue, l’amore e i loro reciproci legami», cosicché «il risultato cui Stoker perviene è questo: ci fa comprendere, attraverso la nostra esperienza, perché si dice che il vampiro sia invisibile allo specchio. Egli c’è, ma noi non lo riconosciamo, dal momento che il nostro stesso viso lo cela».

      Dracula. Edizione integrale
      4,1
    • Con la propensione all'ascolto, originariamente determinata da un difetto visivo, don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. Nella bottega del caffè si nasconde una vena scientifico-filosofica caratteristica del diciottesimo secolo e non manca quel doppio livello di lettura, quell'aspetto metateatrale che più volte si ritrova nel Goldoni.

      La bottega del caffè
      3,6
    • Messa per la prima volta in scena sul palcoscenico del Teatro Sant'Angelo a Venezia nel 1753, La locandiera piacque subito molto, anche se forse non riuscì ad affascinare del tutto il pubblico del tempo. Originale, spiazzante, giocata su una storia d'amore che non si sviluppa secondo gli schemi consueti, ma anzi li rovescia in un gioco di imprevisti, La locandiera era probabilmente troppo "moderna", troppo audace per la sua epoca. Più che una vicenda sentimentale, il commediografo veneziano aveva infatti scritto una storia sull'egoismo e sulla forza di carattere, magnificamente rappresentati nella seducente e sicura Mirandolina, civetta e donna d'affari, indimenticabile e luminoso esempio di un eterno femminino davanti al quale devono crollare tutte le difese degli uomini, anche (e soprattutto) di quelli che fanno sfoggio di un'esasperata misoginia.

      La Locandiera
      3,6
    • Il giardino dei ciliegi

      • 141pagine
      • 5 ore di lettura

      Published to tie in with the world premiere at the Abbey Theatre, Dublin In Chekhov's tragi-comedy - perhaps his most popular play - the Gayev family is torn by powerful forces, forces rooted deep in history and in the society around them. Their estate is hopelessly in debt: urged to cut down their beautiful cherry orchard and sell the land for holiday cottages, they struggle to act decisively. Tom Murphy's fine vernacular version allows us to re-imagine the events of the play in the last days of Anglo-Irish colonialism. It gives this great play vivid new life within our own history and social consciousness.

      Il giardino dei ciliegi
      3,5