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Luigi Lunari

    Il giardino dei ciliegi
    Oscar Scuola: La Locandiera
    La bottega del caffè
    Dracula
    L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte
    I Viceré
    • “Risalire alle origini dell’immaginario più nero, assistere alla nascita dei luoghi comuni dell’horror, spolverare il più tetro mobilio della nostra anima ritrovandolo sghembo e scomodo. Questo è leggere, nel nuovo millennio, Dracula. Una lettura che – rubando le parole a Jonathan Harker – ti cala nel romanzo dove ‘tutte le superstizioni del mondo si concentrano’. Come se, questo libro, fosse il centro di una specie di vortice dell’immaginazione.”

      Dracula2015
      4,1
    • "Tecnicamente, è un romanzo "ben fatto", senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo, un ritmo tanto vigilato e costante... a lettura finita, e anche nel ricordo più lontano, i personaggi stanno tutti sullo stesso piano, nella stessa cruda luce, equamente indimenticabili così come equamente necessari ed importanti..." (Leonardo Sciascia)

      I Viceré2011
      4,3
    • Cortés, il Conquistatore del Messico. Parte 3

      Il tramonto di un guerriero

      • 300pagine
      • 11 ore di lettura

      Ancora oggi storici e uomini di fede si interrogano su quella pagina grande e atroce che fu la conquista dell'Impero Azteco che viene qui raccontata in un travolgente romanzo che ricostruisce alla perfezione i fatti e l'epoca ma soprattutto le due grandi figure protagoniste: Cortés e Montezuma. Quale fu la vera causa che spinse un manipolo di avventurieri guidati da un allora oscuro uomo d'armi a conquistare l'impero del Messico? L'avidità di ricchezze? La sfida dell'ignoto? Il desiderio di addentrarsi in un continente sconosciuto e di scoprirne i misteri? L'ansia di diffondere la fede cristiana? La sete di strage? La voglia di diventare potenti in un mondo nuovo? E perché per ottenere una o tutte queste cose non si esitò a cancellare un'antichissima civiltà?

      Cortés, il Conquistatore del Messico. Parte 32000
    • Published to tie in with the world premiere at the Abbey Theatre, Dublin In Chekhov's tragi-comedy - perhaps his most popular play - the Gayev family is torn by powerful forces, forces rooted deep in history and in the society around them. Their estate is hopelessly in debt: urged to cut down their beautiful cherry orchard and sell the land for holiday cottages, they struggle to act decisively. Tom Murphy's fine vernacular version allows us to re-imagine the events of the play in the last days of Anglo-Irish colonialism. It gives this great play vivid new life within our own history and social consciousness.

      Il giardino dei ciliegi2000
      3,5
    • La celebre satira sociale di Oscar Wilde presenta i protagonisti Algernon, un vivace londinese, e Jack, un ambizioso giovane di campagna, che conducono una doppia vita per sfuggire alle pressioni della loro posizione sociale. Algernon si diverte a vivere come "Bunbury" in campagna, mentre Jack si presenta in città come "Ernest". La passione di Jack per Gwendolen, figlia di Lady Bracknell e cugina di Algernon, lo costringe a rinunciare al suo ingombrante alibi, rivelandosi una sfida. Algy lo visita in Hertfordshire spacciandosi per il fratello "Ernest", e Gwendolen, che desidera sposare solo un "Ernest", si presenta anch'essa. Lady Bracknell rimane inflessibile nel suo snobismo sociale. Questa commedia è una delle più brillanti del teatro mondiale, anticipando il teatro dell'assurdo e rappresentando un capolavoro dell'estetismo, che svela la superficialità della morale e delle convenzioni sociali dell'epoca vittoriana, intrattenendo con grande stile.

      L'importanza di chiamarsi Ernesto - A cura di Luigi Lunari - Testo inglese a fronte1990
      4,3
    • La bottega del caffè

      • 189pagine
      • 7 ore di lettura

      Con la propensione all'ascolto, originariamente determinata da un difetto visivo, don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. Nella bottega del caffè si nasconde una vena scientifico-filosofica caratteristica del diciottesimo secolo e non manca quel doppio livello di lettura, quell'aspetto metateatrale che più volte si ritrova nel Goldoni.

      La bottega del caffè1984
      3,6