“Risalire alle origini dell’immaginario più nero, assistere alla nascita dei luoghi comuni dell’horror, spolverare il più tetro mobilio della nostra anima ritrovandolo sghembo e scomodo. Questo è leggere, nel nuovo millennio, Dracula. Una lettura che – rubando le parole a Jonathan Harker – ti cala nel romanzo dove ‘tutte le superstizioni del mondo si concentrano’. Come se, questo libro, fosse il centro di una specie di vortice dell’immaginazione.”
Luigi Lunari Ordine dei libri (cronologico)






"Tecnicamente, è un romanzo "ben fatto", senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo, un ritmo tanto vigilato e costante... a lettura finita, e anche nel ricordo più lontano, i personaggi stanno tutti sullo stesso piano, nella stessa cruda luce, equamente indimenticabili così come equamente necessari ed importanti..." (Leonardo Sciascia)
La locandiera- La bottega del caffé- I rusteghi
- 319pagine
- 12 ore di lettura
Commedia in tre atti. Introduzione e commento di Lea Nissim Rossi
Ancora oggi storici e uomini di fede si interrogano su quella pagina grande e atroce che fu la conquista dell'Impero Azteco che viene qui raccontata in un travolgente romanzo che ricostruisce alla perfezione i fatti e l'epoca ma soprattutto le due grandi figure protagoniste: Cortés e Montezuma. Quale fu la vera causa che spinse un manipolo di avventurieri guidati da un allora oscuro uomo d'armi a conquistare l'impero del Messico? L'avidità di ricchezze? La sfida dell'ignoto? Il desiderio di addentrarsi in un continente sconosciuto e di scoprirne i misteri? L'ansia di diffondere la fede cristiana? La sete di strage? La voglia di diventare potenti in un mondo nuovo? E perché per ottenere una o tutte queste cose non si esitò a cancellare un'antichissima civiltà?
Published to tie in with the world premiere at the Abbey Theatre, Dublin In Chekhov's tragi-comedy - perhaps his most popular play - the Gayev family is torn by powerful forces, forces rooted deep in history and in the society around them. Their estate is hopelessly in debt: urged to cut down their beautiful cherry orchard and sell the land for holiday cottages, they struggle to act decisively. Tom Murphy's fine vernacular version allows us to re-imagine the events of the play in the last days of Anglo-Irish colonialism. It gives this great play vivid new life within our own history and social consciousness.
Oscar Classici - 180: L'importanza di essere onesto
- 154pagine
- 6 ore di lettura
Ultimo lavoro teatrale di Wilde, L'importanza di essere onesto debuttò al St. James's Theatre di Londra il 14 febbraio 1895, ma nonostante lo strepitoso successo non rimase a lungo sulle scene a causa dello scandalo che sconvolse di lì a poco la vita dello scrittore. La commedia riprese però in seguito il suo cammino trionfale e rimane in assoluto una delle più rappresentate nel nostro secolo in tutto il mondo. L'importanza segna una totale emancipazione dal "filone francese": facendo dei suoi paradossi piacevolmente sovversivi la struttura stessa del dramma, sostituendo all'azione la conversazione, mettendo sullo stesso piano le cose serie e quelle frivole, Wilde non solo sbeffeggia le convenzioni teatrali della società dell'epoca, ma la stessa società che da quelle convenzioni vuol sentirsi rassicurata nei suoi codici comportamentali. Anche se qua e là affiora una certa ambivalenza, soprattutto nel personaggio della formidabile Lady Bracknell, vittoriana quanto più non si potrebbe ma ritratta con un gusto che trova spiegazione solo nel fascino esercitato su Wilde, malgrado tutto, dall'ottusa, prepotente, invincibile upper class britannica.
Con la propensione all'ascolto, originariamente determinata da un difetto visivo, don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. Nella bottega del caffè si nasconde una vena scientifico-filosofica caratteristica del diciottesimo secolo e non manca quel doppio livello di lettura, quell'aspetto metateatrale che più volte si ritrova nel Goldoni.

