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Marinella D'Alessandro

    La recita di Bolzano
    Confessioni di un borghese
    Biblioteca Adelphi - 358: Le braci
    Colori e anni
    • Confessioni di un borghese

      • 467pagine
      • 17 ore di lettura

      A trentaquattro anni, Márai pubblicò un libro di memorie di sorprendente maturità: Confessioni di un borghese. Questo avvenne nella metà degli anni Trenta, un periodo in cui la storia stava per trasformare radicalmente l'Europa, che si presentava come un mix di modernità e eccessi. Márai aveva vissuto a Berlino, descritta come un "unico, continuo ballo in maschera". Il narratore ci guida dalla sua infanzia a Kassa, in un contesto di decadenza della civiltà danubiana, verso un'irrequietezza che lo spinge a lasciare il suo paese per un destino ignoto. Inizia così un viaggio attraverso l'Europa tra le due guerre: da Lipsia a Weimar, da Francoforte alla Berlino degli anni Venti, dove si percepiva l'imminenza di una catastrofe. A Parigi, con la giovane moglie Lola, vive un'esistenza bohémienne tra alberghi equivoci e bistrot miseri, frequentando i luoghi della mondanità e dell'emigrazione politica di Montparnasse. Le sue peregrinazioni lo portano anche a Firenze, Londra e in Medio Oriente, fino a quando decide di tornare nella sua patria "ufficiale, poliziesca e fanatizzata", dove per diventare scrittore dovrà cercare "la vera patria", che potrebbe essere la lingua o l'infanzia. Il libro fu pubblicato per la prima volta in due volumi tra il 1934 e il 1935.

      Confessioni di un borghese2003
      3,9
    • La recita di Bolzano

      • 264pagine
      • 10 ore di lettura

      «Un gentiluomo di Venezia!» si presenta alla Locanda del Cervo, con abiti stracciati e macchiati di sangue, portando solo il suo pugnale e la sua audacia: è Giacomo Casanova. Dopo la rocambolesca fuga dai Piombi, potrebbe tornare alla sua vita libertina tra le corti d’Europa, ma sorprendentemente si trattiene a Bolzano, una città che gli è «maledettamente estranea». Qui ha un appuntamento con il destino. Casanova, uomo che cerca di placare la propria sete in modi diversi, sta per incontrare l’Unica: l’unica donna che ha amato, capace di offrirgli la pienezza di vita che solo l’amore può dare. Per lei, accetterà un ingaggio bizzarro e difficile: rappresentare, in una sola notte, tutti i furori e i disinganni della passione. Tuttavia, durante la messinscena, accade qualcosa di imprevisto. Giacomo sa bene che «l’Unica rimane tale soltanto finché è ricoperta dai veli misteriosi e dai drappi segreti del desiderio e della nostalgia». Giocato tra melodramma e opera buffa, il racconto, pubblicato a Budapest nel 1940, è la terza variazione romanzesca del grande scrittore ungherese sulla passione amorosa, accanto a Braci e L’Eredità di Eszter.

      La recita di Bolzano2000
      3,8
    • Biblioteca Adelphi - 358: Le braci

      • 181pagine
      • 7 ore di lettura

      Come un Roth o uno Schnitzler allo stato incandescente: così ci appare oggi, fin dalle prime pagine, questo superbo romanzo. Ma anche, si potrebbe aggiungere, come una sequenza di scene viste attraverso l’obiettivo di Max Ophüls. Quanto all’autore, Sándor Márai fu uno di quei grandi a cui accadde, per un certo tratto della loro vita, di essere famosi e che i cataclismi politici finirono poi per relegare ai margini. Questo libro riaffiora dunque dall’oblio – con il gesto imperioso di qualcosa che non si potrà più dimenticare. Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili (una di quelle amicizie maschili non meno intense del rapporto fra due gemelli monozigoti), tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: «una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione». Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile, mentre scorre una prosa incalzante, nitida, senza scampo. Le braci fu pubblicato per la prima volta nel 1942.

      Biblioteca Adelphi - 358: Le braci1998
      3,9
    • Colori e anni

      • 296pagine
      • 11 ore di lettura

      All' inizio del 1900, in un paese della provincia ungherese, una giovane e bella donna di nome Magda decide di sposare un avvocato che le promette una vita agiata, rinunciando al suo amore. La sua vita cambia completamente quando il marito si suicida dopo aver fallito nelle elezioni locali. Il suo secondo matrimonio si trasformerà rapidamente in un inferno. Margit Kaffka, una delle più importanti scrittrici della letteratura ungherese moderna, affronta con una profonda analisi psicologica le contraddizioni, le infelicità e i desideri delle donne che vivevano all'inizio del XX secolo.

      Colori e anni1984
      3,4