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Giulia Arborio Mella

    La lettera d'amore
    Piccola Biblioteca - 476: La cerimonia del massaggio
    Piccola biblioteca - 461: Nudi e crudi
    • Trovare la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima – in questo caso un avvocato londinese agiato e pedante – ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula, certo piuttosto radicale, di candid camera. Travolti da una realtà truce e demenziale, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori, come da una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi. Questo racconto suscita una reazione pressoché unica nella letteratura degli ultimi anni: una ilarità che assale sin dalle prime righe – e quanto più si procede, tanto più essa si mescola con la percezione di una inquietante perfidia.

      Piccola biblioteca - 461: Nudi e crudi
      3,7
    • Si sa che non c'è nulla di più mondano di un buon funerale. E ancor più se si tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le mani la crème de la crème – ambosessi – di Londra. Allora l'evento può diventare, oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all'altro di sgangherarsi, se il programma prevede un preoccupante assolo di sax. Se uno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell'anatomia del trapassato. E se il fedele, puntiglioso cronista è Alan Bennett, forse l'unico grande scrittore di oggi capace di far sobbalzare di risa dalla prima all'ultima riga – come è già accaduto ai numerosissimi lettori di Nudi e crudi. La cerimonia del massaggio è apparso per la prima volta nel 2001.

      Piccola Biblioteca - 476: La cerimonia del massaggio
      3,4
    • Une librairie teintée de rose, dans le New England. Une belle libraire, Helen, divorcée sans regrets et pleine de passion pour son métier. Un éventail varié de clients et de commis. Et une lettre d’amour qui apparaît parmi le courrier, au milieu de publicités et de factures. On ne sait pas qui l’a écrite. On ne comprend pas à qui elle est destinée. Mais ses mots s’insinuent dans l’esprit d’Helen, éveillant des pensées, se propageant parmi les habitants de Pequot comme un refrain insaisissable, ébranlant certitudes et conventions. Jusqu’à la surprise finale, que nul lecteur ne pourra anticiper. Ce roman charmant et astucieux, capable de séduire comme une lettre d’amour, nous introduit avec légèreté à une difficile art – celui de savoir être romantique sans perdre l’ironie.

      La lettera d'amore
      3,0