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Bruno Nacci

    I grandi libri - 999: Bouvard e Pécuchet
    Massime e pensieri. Caratteri e aneddoti
    • "La bètise umana è un abisso senza fondo," diceva Flaubert, ma Bouvard e Pécuchet sono tutt'altro che due idioti. I due copisti e amici investono la grossa eredità di Bouvard per ritirarsi in campagna e per dedicarsi a un accanito sperimentalismo. Mettono in pratica le scienze, le dottrine, le credenze del tempo, spaziando dall'agricoltura al magnetismo, dall'archeologia alla pedagogia ecc. Ma ogni esperienza si risolve immancabilmente in un fallimento. E la delusione è tale da persuaderli che l'unica soluzione sia farla finita; ma proprio allora rinvengono una possibilità alternativa: ritornare al vecchio e umile lavoro di copisti. I due protagonisti del romanzo - iniziato nel 1872 e pubblicato incompiuto un anno dopo la morte dello scrittore - prendono sul serio scienze, filosofia, religione, politica, tecniche, tanto da spingerle alla loro verità ultima, ovvero l'incapacità di dare risposte al mistero del mondo e di modificarne l'assetto. Destrutturano il sapere del secolo, e forse, nella decisione finale di copiare qualsiasi cosa, svelano l'insignificanza anche dell'ultima illusione flaubertiana, la scrittura quale mezzo per dare un senso alle cose.

      I grandi libri - 999: Bouvard e Pécuchet2020
      4,0
    • Nicolas de Chamfort (1740-1794) incarna le contraddizioni e gli entusiasmi del Secolo dei Lumi, esprimendo uno spirito critico che riflette le cadute dell'intelletto settecentesco. Aristocratico di origine incerta e protetto da figure come il Principe di Condé e Luigi XVI, il suo percorso da libertino di genio a testimone delle malattie morali dell'epoca è segnato da rovesci di fortuna e dall'impegno nella causa rivoluzionaria. La sua raccolta di «Massime e pensieri» offre un acuto ritratto del XVIII secolo, rivelando il lato oscuro e nevrotico di una società in cerca della Verità tra le maschere di una realtà teatrale. Qui si intrecciano le figure della Reggenza, i vagheggiamenti di Marivaux e i liberali di Montesquieu, insieme agli atei del d'Holbach e ai pensatori del «Contratto sociale». Le dense formule di Chamfort, un inventario spirituale dell'Ancien Régime, offrono un'osservazione indipendente sugli eventi che portarono alla Rivoluzione, con intuizioni così vigili da apparire sovrumane. Questo fascino ha attratto lettori come Chateaubriand, Stendhal, Schopenhauer e Nietzsche, rendendolo simbolo dell'ambiguo confronto tra sogno e ragione nella coscienza critica e morale della civiltà moderna.

      Massime e pensieri. Caratteri e aneddoti1997
      4,1