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Emmanuel Carrére

    9 dicembre 1957

    Emmanuel Carrère indaga nella sua vasta opera i temi centrali dell'interrogazione dell'identità, dello sviluppo dell'illusione e della direzione della realtà. Il suo stile letterario, che attraversa fluidamente i confini tra finzione e saggistica, immerge il lettore in profonde riflessioni sulla condizione umana. Carrère intreccia magistralmente esperienze personali con temi universali, creando opere che sono al contempo intime e stimolanti. Il suo approccio unico alla scrittura lo rende una voce distintiva nella letteratura francese contemporanea.

    La settimana bianca
    I baffi
    Yoga
    L'avversario
    Limonov
    V13
    • V13

      • 267pagine
      • 10 ore di lettura
      V13
      4,5
    • Limonov

      • 356pagine
      • 13 ore di lettura

      Limonov è un personaggio reale, con una vita avventurosa e controversa: ex teppista in Ucraina, icona dell'underground sovietico, barbone e domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore di successo a Parigi, e soldato nei Balcani. Oggi, è un carismatico leader di un partito di giovani disperati. Carrère lo descrive come un eroe o una carogna, lasciando il giudizio aperto. La sua vita, romanzesca e spericolata, riflette non solo la sua storia ma anche quella della Russia e dell'umanità dopo la Seconda Guerra Mondiale. La narrazione è un mix di avventure avvincenti e scandalose, che oscillano tra il commovente e il ripugnante, senza mai scivolare nella mediocrità. Che si trascini ubriaco per le strade di New York dopo una separazione o si faccia coinvolgere in situazioni grottesche a Parigi, Limonov affronta ogni esperienza con una temerarietà che suscita rispetto. Carrère, immergendosi nella vita di Limonov, riflette su una esistenza oltraggiosa e intensa, simile a quella di un "romanzo russo", rendendo il racconto irresistibile e sorprendente.

      Limonov
      4,2
    • L'avversario

      • 169pagine
      • 6 ore di lettura

      "Il 9 gennaio 1993, Jean-Claude Romand ha ucciso moglie, figli e genitori. Poi ha tentato, invano, di suicidarsi. L'indagine ha rivelato che non era un medico come aveva sempre sostenuto e, cosa ancor piú difficile da credere, non era nient'altro. Mentiva da diciotto anni, ma la sua menzogna non copriva nulla. Quando stava per essere scoperto, ha preferito sopprimere tutte le persone di cui non avrebbe mai potuto reggere lo sguardo. È stato condannato all'ergastolo. lo sono entrato in contatto con lui, ho assistito al suo processo. Ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno, questa vita di solitudine, d'impostura e d'assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi del Jura. Di capire che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato cosi da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi" (Emmanuel Carrère).

      L'avversario
      3,9
    • I baffi

      • 149pagine
      • 6 ore di lettura

      È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo - lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie - in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo comincia allora ad apparirgli «fuor di squadra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Delle due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro - in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto - senza un brivido di turbamento.

      I baffi
      3,8
    • La settimana bianca

      • 139pagine
      • 5 ore di lettura

      «Ero solo, in una casetta in Bretagna, davanti al computer,» ha raccontato una volta Emmanuel Carrère «e a mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato». All’inizio, infatti, il piccolo Nicolas ha tutta l’a­ria di un bambino normale. Anche se allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca ci arriva in macchina, portato dal padre, e non in pullman insieme ai compagni. E anche se, rispetto a loro, appare più chiuso, più fragile, più bisognoso di protezione. Ben presto, poi, scopriamo che le sue notti sono abitate da incubi, che di nascosto dai genitori legge un libro, dal quale è morbosamente attratto, intitolato Storie spaventose, e che, con una sorta di torbido compiacimento, insegue altre storie, partorite dalla sua fosca immaginazione: storie di assassini, di rapimenti, di orfanità. E sentiamo, con vaga ma crescente angoscia, che su di lui incombe un’oscura minaccia – quella che i suoi incubi possano, da un momento al­l’altro, assumere una forma reale, travolgendo ogni possibile difesa, condannandolo a vivere per sempre nell’in­ferno di quei mostri infantili. Questo perturbante, stringatissimo noir è da molti considerato il romanzo più perfetto di Emmanuel Carrère – l’ultimo da lui scritto prima di scegliere una strada diversa dalla narrativa di invenzione.

      La settimana bianca
      3,8
    • A Calais

      • 49pagine
      • 2 ore di lettura

      «Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage nello stesso modo in cui scriverei un libro» afferma Emmanuel Carrère. Così, della «Giungla» di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il «turismo del dolore». E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto – anche su se stesso.

      A Calais
      3,7
    • «La follia e l'orrore hanno attanagliato la mia vita» scriveva Carrère, e questo tema pervade i suoi libri. Dopo aver completato l'"Avversario", decide di sfuggire a queste ombre, trovando un nuovo amore e accettando di realizzare un reportage su un prigioniero di guerra ungherese dimenticato in un ospedale psichiatrico russo. Si reca in una cittadina a ottocento chilometri da Mosca, dove attende che accada qualcosa, e qualcosa accade: un delitto atroce lo riporta nel vortice della follia e dell'orrore. Anche la sua vita amorosa viene travolta da un racconto erotico scritto per gioco, che si trasforma in un incubo devastante. Nel frattempo, il viaggio in Russia lo costringe a confrontarsi con le sue origini e il rapporto con la lingua della madre. Inizia così a indagare su ciò che gli è stato «proibito raccontare»: la storia del nonno materno, scomparso nel 1944 dopo una vita segnata da fallimenti e umiliazioni, probabilmente ucciso per aver collaborato con l'occupante. Questo segreto, un fantasma che ossessiona la sua famiglia, lo spinge a intraprendere un percorso oscuro nell'inconscio di due generazioni, portandolo a confrontarsi con un retaggio di paura e vergogna, e a cercare una riconciliazione con la figura materna, segnando una temporanea vittoria su quel nemico che lo perseguita.

      Un romanzo russo
      3,7
    • The diarist's father is killed and mother badly injured during an air strike, he is sentenced to 40 lashes for speaking out against a beheading, he sees a woman stoned to death. This book shows how every aspect of life is impacted - from the spiralling costs of food to dictating the acceptable length of trousers.

      The Raqqa Diaries: Escape from Islamic State
      4,3
    • Lives Other Than My Own

      • 256pagine
      • 9 ore di lettura

      In Sri Lanka, a tsunami sweeps a child out to sea, her grandfather helpless against the onrushing water. In France, a woman dies from cancer, leaving her husband and small children bereft. What links these two catastrophes is the presence of Emmanuel Carrère, who manages to find consolation and even joy as he immerses himself in lives other than his own. The result is a heartrending narrative of endless love, a meditation on courage in the face of adversity, and an intimate look at the beauty of ordinary lives.

      Lives Other Than My Own
      4,2