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Emmanuel Carrére

    9 dicembre 1957

    Emmanuel Carrère indaga nella sua vasta opera i temi centrali dell'interrogazione dell'identità, dello sviluppo dell'illusione e della direzione della realtà. Il suo stile letterario, che attraversa fluidamente i confini tra finzione e saggistica, immerge il lettore in profonde riflessioni sulla condizione umana. Carrère intreccia magistralmente esperienze personali con temi universali, creando opere che sono al contempo intime e stimolanti. Il suo approccio unico alla scrittura lo rende una voce distintiva nella letteratura francese contemporanea.

    La settimana bianca
    I baffi
    Yoga
    L'avversario
    Limonov
    V13
    • V13

      • 267pagine
      • 10 ore di lettura

      Nel settembre 2021 inizia a Parigi un processo che affronta le conseguenze degli attentati terroristici del 13 novembre 2015. In quel giorno, sette combattenti dell'IS si sono fatti esplodere nella sala concerti Bataclan, in caffè e davanti allo Stade de France, uccidendo 131 persone e ferendone quasi 700. Gli attentati hanno portato all'adozione dello stato di emergenza in Francia, che è durato due anni, e hanno cambiato profondamente il volto della società. Il processo, noto come "V13", mira a elaborare il trauma nazionale, considerando centinaia di prospettive e giungendo a un verdetto. Emmanuel Carrère ha seguito il processo per nove mesi, scrivendo colonne settimanali dal tribunale, in cui racconta degli attori coinvolti, dell'orrore, dell'umanità inaspettata e del funzionamento della giustizia. V13 offre un ritratto polifonico di una società scossa che cerca guarigione, ponendo domande su vittime e colpevoli, sull'origine del terrorismo e sul perché di quanto accaduto. Carrère esplora le tenebre più profonde per trovare amore, speranza e luce.

      V13
      4,5
    • Limonov

      • 356pagine
      • 13 ore di lettura

      Limonov è un personaggio reale, con una vita avventurosa e controversa: ex teppista in Ucraina, icona dell'underground sovietico, barbone e domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore di successo a Parigi, e soldato nei Balcani. Oggi, è un carismatico leader di un partito di giovani disperati. Carrère lo descrive come un eroe o una carogna, lasciando il giudizio aperto. La sua vita, romanzesca e spericolata, riflette non solo la sua storia ma anche quella della Russia e dell'umanità dopo la Seconda Guerra Mondiale. La narrazione è un mix di avventure avvincenti e scandalose, che oscillano tra il commovente e il ripugnante, senza mai scivolare nella mediocrità. Che si trascini ubriaco per le strade di New York dopo una separazione o si faccia coinvolgere in situazioni grottesche a Parigi, Limonov affronta ogni esperienza con una temerarietà che suscita rispetto. Carrère, immergendosi nella vita di Limonov, riflette su una esistenza oltraggiosa e intensa, simile a quella di un "romanzo russo", rendendo il racconto irresistibile e sorprendente.

      Limonov
      4,2
    • L'avversario

      • 169pagine
      • 6 ore di lettura

      "Il 9 gennaio 1993, Jean-Claude Romand ha ucciso moglie, figli e genitori. Poi ha tentato, invano, di suicidarsi. L'indagine ha rivelato che non era un medico come aveva sempre sostenuto e, cosa ancor piú difficile da credere, non era nient'altro. Mentiva da diciotto anni, ma la sua menzogna non copriva nulla. Quando stava per essere scoperto, ha preferito sopprimere tutte le persone di cui non avrebbe mai potuto reggere lo sguardo. È stato condannato all'ergastolo. lo sono entrato in contatto con lui, ho assistito al suo processo. Ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno, questa vita di solitudine, d'impostura e d'assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi del Jura. Di capire che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato cosi da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi" (Emmanuel Carrère).

      L'avversario
      3,9
    • È la storia di un libro sullo yoga e la depressione, la meditazione e il terrorismo, l'aspirazione all'unità e il disturbo bipolare. Un scrittore, che crede di aver trovato un equilibrio dopo 25 anni di pratica dello yoga, desidera scrivere un'opera "sorridente e sottile". Definisce lo yoga come un insieme di discipline per ampliare la coscienza, permettendoci di accedere alla nostra essenza al di là del nostro "io" confuso. Tuttavia, mentre inizia il suo racconto, appaiono delle crepe: menzogne, tradimenti e crisi personali, tra cui il terrorismo e la crisi migratoria. Ricoverato a Sainte-Anne per elettroshock, condivide la sua esperienza allucinata, il desiderio suicida e il crollo del suo matrimonio. Deve anche interrompere una relazione con un'amante, mentre cerca di sfuggire all'orrore. Le sue peripezie includono un reportage in Iraq e incontri con migranti in Grecia, oltre a ricordi ossessivi. Questo racconto esplora la depressione e la bipolarità, interrogandosi sul confine tra finzione e realtà. Carrère esamina le lotte interiori e la ricerca di redenzione, utilizzando lo yoga come specchio romanzesco per affrontare la complessità dell'essere umano. Un libro sia amorevole che divertente e terribile, che offre una riflessione profonda sulla difficoltà di essere se stessi.

      Yoga
      3,9
    • I baffi

      • 149pagine
      • 6 ore di lettura

      È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo - lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie - in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo comincia allora ad apparirgli «fuor di squadra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Delle due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma servirà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro - in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto - senza un brivido di turbamento.

      I baffi
      3,8
    • La settimana bianca

      • 139pagine
      • 5 ore di lettura

      «Ero solo, in una casetta in Bretagna, davanti al computer,» ha raccontato una volta Emmanuel Carrère «e a mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato». All’inizio, infatti, il piccolo Nicolas ha tutta l’a­ria di un bambino normale. Anche se allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca ci arriva in macchina, portato dal padre, e non in pullman insieme ai compagni. E anche se, rispetto a loro, appare più chiuso, più fragile, più bisognoso di protezione. Ben presto, poi, scopriamo che le sue notti sono abitate da incubi, che di nascosto dai genitori legge un libro, dal quale è morbosamente attratto, intitolato Storie spaventose, e che, con una sorta di torbido compiacimento, insegue altre storie, partorite dalla sua fosca immaginazione: storie di assassini, di rapimenti, di orfanità. E sentiamo, con vaga ma crescente angoscia, che su di lui incombe un’oscura minaccia – quella che i suoi incubi possano, da un momento al­l’altro, assumere una forma reale, travolgendo ogni possibile difesa, condannandolo a vivere per sempre nell’in­ferno di quei mostri infantili. Questo perturbante, stringatissimo noir è da molti considerato il romanzo più perfetto di Emmanuel Carrère – l’ultimo da lui scritto prima di scegliere una strada diversa dalla narrativa di invenzione.

      La settimana bianca
      3,8
    • A Calais

      • 49pagine
      • 2 ore di lettura

      «Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage nello stesso modo in cui scriverei un libro» afferma Emmanuel Carrère. Così, della «Giungla» di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il «turismo del dolore». E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto – anche su se stesso.

      A Calais
      3,7
    • «La follia e l'orrore hanno attanagliato la mia vita» scriveva Carrère, e questo tema pervade i suoi libri. Dopo aver completato l'"Avversario", decide di sfuggire a queste ombre, trovando un nuovo amore e accettando di realizzare un reportage su un prigioniero di guerra ungherese dimenticato in un ospedale psichiatrico russo. Si reca in una cittadina a ottocento chilometri da Mosca, dove attende che accada qualcosa, e qualcosa accade: un delitto atroce lo riporta nel vortice della follia e dell'orrore. Anche la sua vita amorosa viene travolta da un racconto erotico scritto per gioco, che si trasforma in un incubo devastante. Nel frattempo, il viaggio in Russia lo costringe a confrontarsi con le sue origini e il rapporto con la lingua della madre. Inizia così a indagare su ciò che gli è stato «proibito raccontare»: la storia del nonno materno, scomparso nel 1944 dopo una vita segnata da fallimenti e umiliazioni, probabilmente ucciso per aver collaborato con l'occupante. Questo segreto, un fantasma che ossessiona la sua famiglia, lo spinge a intraprendere un percorso oscuro nell'inconscio di due generazioni, portandolo a confrontarsi con un retaggio di paura e vergogna, e a cercare una riconciliazione con la figura materna, segnando una temporanea vittoria su quel nemico che lo perseguita.

      Un romanzo russo
      3,7
    • Epepe

      • 217pagine
      • 8 ore di lettura

      «È un libro bellissimo, nel quale un profondo senso di estraneazione e di angoscia, che risale al Processo e al Castello di Kafka, dà luogo a variazioni sommamente originali. Un linguista ungherese, il professor Budai, deve andare a Helsinki, per tenere una relazione al congresso di linguistica. All'aeroporto di Budapest sbaglia uscita, sale su un volo diretto altrove, e scende in una città ignota ... Questo è il grande tema del libro: non poter parlare con nessuno: ascoltare risposte in una lingua indecifrabile; tema svolto con una fantasia tragicomica che non ha mai fine». (Pietro Citati)

      Epepe
      3,6
    • The diarist's father is killed and mother badly injured during an air strike, he is sentenced to 40 lashes for speaking out against a beheading, he sees a woman stoned to death. This book shows how every aspect of life is impacted - from the spiralling costs of food to dictating the acceptable length of trousers.

      The Raqqa Diaries: Escape from Islamic State
      4,3
    • 97,196 Words

      • 304pagine
      • 11 ore di lettura

      Read the definitive essay collection from the Sunday Times bestselling author of The Adversary, dubbed 'France's greatest writer of non-fiction' (New York Times) 'The most exciting living writer' Karl Ove Knausgaard Over the course of his career, Emmanuel Carr re has reinvented non-fiction writing. In a search for truth in all its guises, he dispenses with the rules of genre. For him, no form is out of reach- theology, historiography, reportage and memoir - among many others - are fused under the pressure of an inimitable combination of passion, curiosity and intellect that has made Carr re one of our most distinctive and important literary voices today. 97,196 Words introduces Carr re's shorter work to an English-language audience. Featuring more than thirty extraordinary texts written over an illustrious twenty-five-year period of Carr re's creative life, the book shows a remarkable mind at work. Spanning continents, histories, and personal relationships, 97,196 Words considers the divides between truth, reality and our shared humanity, exploring remarkable events and eccentric lives, including Carr re's own. * A New York Times Notable Book *

      97,196 Words
      4,2
    • The Kingdom

      • 416pagine
      • 15 ore di lettura

      The sensational international bestseller: an epic novel telling the story of Christianity as it has never been told before Corinth, ancient Greece, two thousand years ago. An itinerant preacher, poor, wracked by illness, tells the story of a prophet who was crucified in Judea, who came back from the dead, and whose return is a sign of something enormous. Like a contagion, the story will spread over the city, the country and, eventually, the world. Emmanuel Carrère's astonishing historical epic tells the story of the mysterious beginnings of Christianity, bringing to life a distant, primeval past of strange sects, apocalyptic beliefs and political turmoil. In doing so Carrère, once himself a fervent believer, questions his own faith, asks why we believe in resurrection, and what it means. The Kingdom is his masterpiece.

      The Kingdom
      4,2
    • Lives Other Than My Own

      • 256pagine
      • 9 ore di lettura

      In Sri Lanka, a tsunami sweeps a child out to sea, her grandfather helpless against the onrushing water. In France, a woman dies from cancer, leaving her husband and small children bereft. What links these two catastrophes is the presence of Emmanuel Carrère, who manages to find consolation and even joy as he immerses himself in lives other than his own. The result is a heartrending narrative of endless love, a meditation on courage in the face of adversity, and an intimate look at the beauty of ordinary lives.

      Lives Other Than My Own
      4,1
    • Gothic Romance

      • 307pagine
      • 11 ore di lettura

      Based on the legendary evening at Lake Geneva that ostensibly inspired Mary Shelley's Frankenstein, Gothic Romance intertwines parallel stories of suspense set in the early 19th century and latter-day London.

      Gothic Romance
      3,0
    • An einem kalten Februarmorgen 1993 sieht die Fotojournalistin Darcy Padilla eine Achtzehnjährige mit einem Neugeborenen im Arm in der Lobby des Ambador-Hotels in San Francisco stehen – barfuß. Sie bittet sie, ein Foto von ihr machen zu dürfen. Sie wird Julie die nächsten achtzehn Jahre bis zu deren Aids-Tod im Jahr 2010 als Chronistin ihres Lebens und Freundin fotografisch begleiten. Als Emmanuel Carrère die Fotos zum ersten Mal sieht, beschließt er, sich auf die Spuren der beiden Frauen zu begeben, und reist in die USA. Als Meister der dokumentarischen Erzählung beschreibt er Julies Lebensweg und die Freundschaft der beiden ungleichen Abhängigkeiten, familiäre Katastrophen, Beziehungen, Geburten und Abschiede, viele tragische und wenige heitere Momente in einem Milieu, aus dem es kein Entrinnen zu geben scheint. Denn Julie ist ein Fall von Padillas Bilder und Carrères Text werfen die Frage nach der sozialen Bedingtheit eines Schicksals auf, nach dem Gebot der Anteilnahme angesichts von Lebenswegen, die aussichtslos erscheinen.

      Julies Leben
      4,1
    • XXI N28 Les Nouveaux Mondes

      • 208pagine
      • 8 ore di lettura

      SOMMAIRE : 28. Sommaire et édito Le rêve de Lagos Les orphelines du peuple fantôme Retour au Viêtnam La vie sans les hommes À la recherche de l’homme-dé La belle échappée La leçon polonaise Monsieur et Madame Zhang L’oiseau de Palestine : Enquête sur Khaled Jarrar Entretien avec Malek Chebel Bataye Kok Les mariés de la frontière

      XXI N28 Les Nouveaux Mondes
      3,0
    • Hors d'atteinte?

      • 276pagine
      • 10 ore di lettura

      Frédérique est professeur de collège. Elle vit avec son fils Quentin, séparée de son mari Jean-Pierre, qu'elle voit souvent, avec qui elle passe parfois des vacances. Ainsi les quelques jours de la Toussaint, à Trouville. Si on allait finir la soirée au casino ? La roulette ? Un jeu simple. Frédérique a trente-six ans. Elle joue pour la première fois le 36, perd, rejoue, gagne. Et rentre à Paris. Elle étudie, comme on prépare un concours, les différentes catégories de mises : plein, transversale, cheval, sizain... Et repart jouer. Par Passion ? Allons donc. Ces vertiges lui vont mal. Son lot, c'est l'envie de les éprouver. Un jour pourtant, sans rien décider, elle abandonne à la roulette la conduite de sa vie et se met au pied du mur, en espérant, après l'avoir sauté, être enfin délivrée, hors d'atteinte...

      Hors d'atteinte?
      2,8
    • La svastica sul sole

      • 302pagine
      • 11 ore di lettura

      Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, mentre gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi. E l'intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l'Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati...

      La svastica sul sole
      3,7
    • Classicolycée: L'Adversaire

      Nouvelle édition - Nouveaux programmes - Texte intégral et dossier

      • 224pagine
      • 8 ore di lettura

      'LE SAMEDI MATIN DU 9 JANVIER 1993, ALORS QUE JEAN CLAUDE ROMAND TUAIT SA FEMME ET SES ENFANTS, J'ÉTAIS AVEC LES MIENS À UNE RÉUNION PARENTS-ENSEIGNANTS... Qui pourrait croire que Romand était un meurtrier ? C'était, après tout, un médecin réputé à l'Organisation mondiale de la santé, un chercheur novateur avec des liens avec des figures humanitaires internationales, un génie financier chargé des économies de ses beaux-parents, et un fils aimant qui appelait ses parents chaque soir pour leur dire bonne nuit. Mais lorsque un parent est allé annoncer la terrible nouvelle du meurtre de sa femme et de ses enfants aux parents de Romand, eux aussi étaient morts - tués par l'étranger qui avait été leur fils. Maître acclamé du suspense psychologique, Emmanuel Carrère explore la double vie d'un médecin respectable, dix-huit ans de mensonges, cinq meurtres, et les extrêmes auxquels un homme ordinaire est prêt à aller pour se protéger.'

      Classicolycée: L'Adversaire
      3,4
    • Une nuit, un scénariste de Hollywood imagina en rêve la plus gracieuse et originale des histoires. Du début à la fin, il en suivit la progression dramatique imparable, les péripéties, l'agencement ingénieux et naturel. Dans un demi-sommeil, il griffonna quelques mots qui, peut-être, lui permettraient de reconstituer la merveille, le lendemain. Au matin, il trouva sur son bloc le résumé lapidaire de ce qui lui avait paru si neuf - et qui l'était, n'en doutons pas : Boy meets girl. On pourrait résumer ainsi L'Amie du jaguar : un garçon rencontre une fille. Son sujet choisi, l'auteur a tâché d'organiser cette rencontre et de raconter ce qui en résulte selon la capricieuse nécessité qui, dans son rêve, avait émerveillé le scénariste. Ainsi est-il question, dans ce roman, des rites funéraires en usage dans la colonie française de Surabaya (Indonésie), d'un jeu appelé le loto chantant, des rapports entre les sentiments exprimés dans une lettre et le bureau de poste choisi pour l'expédier, de stations prolongées dans des ascenseurs, de parenthèses, d'un ou plusieurs crimes atroces dissimulés dans un manuel de graphologie, de grimaces, de quatorze karatékas, d'un trafic de zombies entre Biarritz et Surabaya, d'amour surtout et de fabulations. Cette liste, bien entendu, n'est pas exhaustive.

      L'amie du jaguar
      3,0
    • La Tannerie

      • 376pagine
      • 14 ore di lettura

      Jeanne, ses études terminées, a quitté sa Bretagne natale pour vivre à Paris. Elle a trouvé un emploi temporaire d'« accueillante » à la Tannerie, une nouvelle institution culturelle, installée dans une usine désaffectée de Pantin.D'abord déboussolée par le gigantisme et l'activité trépidante du lieu, timide et ignorante des codes de la jeunesse parisienne, elle prend peu à peu de l'assurance et se lie à quelques-uns de ses collègues, comme la délurée Marianne ou le charismatique Julien, responsable du service accueil.Elle les accompagne dans leurs déambulations nocturnes, participe à des fêtes. Leur groupe se mêle au mouvement Nuit debout. Ils se retrouvent dans des manifestations, parfois violentes - mais sans véritablement s'impliquer, en spectateurs.Bientôt, deux ans ont passé. Dans l'effervescence de la Tannerie, en pleine expansion, chacun tente de se placer pour obtenir enfin un vrai contrat ou décrocher une promotion. Jeanne va devoir saisir sa chance.La Tannerie - tel un microcosme de notre société - forme une monde à part entière, avec ses techniciens, ses employés de bureau, ses artistes. Mais derrière la bienveillance affichée et le progressisme des intentions, la précarité et la violence dominent.Avec ce roman, qui frappe autant par la finesse de ses descriptions que par sa force critique, Celia Levi fait le portrait d'une époque et d'une génération en proie aux ambitions factices et à l'imposture des discours.

      La Tannerie
      3,1
    • Der Schnurrbart

      • 158pagine
      • 6 ore di lettura

      Eines Tages, um Ihre Frau und Ihre Freunde zum Lächeln zu bringen, rasieren Sie den Schnurrbart, den Sie seit zehn Jahren tragen. Niemand bemerkt es oder, schlimmer noch, jeder tut so, als hätte er es nicht bemerkt, und Sie lächeln gezwungen. So gezwungen, dass Sie bald überhaupt nicht mehr lächeln. Sie bestehen darauf, man versichert Ihnen, dass Sie niemals einen Schnurrbart hatten. Würden Sie verrückt werden? Möchte man, dass Sie das glauben? Oder ist etwas in der Ordnung der Welt zu Ihren Lasten aus den Fugen geraten? Die Geschichte endet auf jeden Fall sehr schlecht und lässt Sie, von unmöglichen Interpretationen zu irrationalen Fluchten, ohne Ausweg zurück. Oder doch, einen, den die letzten Seiten öffnen und den es stark zu vermeiden gilt, um in das Buch einzutreten. Sie sind gewarnt.

      Der Schnurrbart
    • Ich lebe und ihr seid tot

      Die Parallelwelten des Philip K. Dick

      • 364pagine
      • 13 ore di lettura

      Philip K. Dick (1928–1982) zählt zu den einflussreichsten US-amerikanischen Autoren des 20. Jahrhunderts. Seine Werke, darunter Romane und Kurzgeschichten, wurden vielfach verfilmt, mit internationalen Erfolgen wie Blade Runner und Total Recall. Dick beschäftigte sich zeitlebens mit der Frage, welche inneren und äußeren Kräfte unser Denken und Handeln beeinflussen. In seinen fantastischen Szenarien thematisierte er die verheerenden Folgen, wenn Menschen an der Realität ihrer Wahrnehmungen zweifeln oder gar an ihrer Menschlichkeit. Besonders seine 1977 geäußerte Vermutung, dass wir in einer Simulation einer Künstlichen Intelligenz leben, erlangt heute neue Bedeutung. Dicks mystische Visionen und seine Überzeugung, von Geheimdiensten überwacht zu werden, werfen die Frage auf, ob sie das Ergebnis von Drogenpsychosen waren oder ob er tatsächlich Zugang zu einer verborgenen Realität hatte. Emmanuel Carrère schildert Dicks Lebensweg vom Plattenverkäufer zum selbsternannten Messias in einem Amerika, das von Paranoia und Spaltung geprägt war. Dabei bietet er faszinierende Perspektiven auf die Gegenwart, die Rolle von Technik und Macht und stellt existenzielle Fragen, die bis zu den Wurzeln der westlichen Zivilisation reichen.

      Ich lebe und ihr seid tot