Bookbot

L'avversario

Valutazione del libro

Maggiori informazioni sul libro

"Il 9 gennaio 1993, Jean-Claude Romand ha ucciso moglie, figli e genitori. Poi ha tentato, invano, di suicidarsi. L'indagine ha rivelato che non era un medico come aveva sempre sostenuto e, cosa ancor piú difficile da credere, non era nient'altro. Mentiva da diciotto anni, ma la sua menzogna non copriva nulla. Quando stava per essere scoperto, ha preferito sopprimere tutte le persone di cui non avrebbe mai potuto reggere lo sguardo. È stato condannato all'ergastolo. lo sono entrato in contatto con lui, ho assistito al suo processo. Ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno, questa vita di solitudine, d'impostura e d'assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi del Jura. Di capire che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato cosi da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi" (Emmanuel Carrère).

Acquisto del libro

L'avversario, Emmanuel Carrére

Lingua
Pubblicato
2013
product-detail.submit-box.info.binding
(In brossura)
Ti avviseremo via email non appena lo rintracceremo.

Metodi di pagamento

3,9
Molto buono
595 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Titolo
L'avversario
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
2013
Formato
In brossura
Pagine
169
ISBN10
8845927865
ISBN13
9788845927867
Serie
Prima pubblicazione
2000
Titolo originale
L'Adversaire
Valutazione
3,9 su 5
Descrizione
"Il 9 gennaio 1993, Jean-Claude Romand ha ucciso moglie, figli e genitori. Poi ha tentato, invano, di suicidarsi. L'indagine ha rivelato che non era un medico come aveva sempre sostenuto e, cosa ancor piú difficile da credere, non era nient'altro. Mentiva da diciotto anni, ma la sua menzogna non copriva nulla. Quando stava per essere scoperto, ha preferito sopprimere tutte le persone di cui non avrebbe mai potuto reggere lo sguardo. È stato condannato all'ergastolo. lo sono entrato in contatto con lui, ho assistito al suo processo. Ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno, questa vita di solitudine, d'impostura e d'assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi del Jura. Di capire che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato cosi da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi" (Emmanuel Carrère).