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Amos Oz

    4 maggio 1939 – 28 dicembre 2018

    Amos Oz è stato uno scrittore israeliano le cui opere hanno ottenuto un vasto riconoscimento e traduzioni. La sua scrittura si è spesso addentrata nelle complessità della società israeliana e dell'identità ebraica. Oz ha esplorato le relazioni umane e i dilemmi morali con una profonda comprensione della psiche umana. Il suo stile letterario era noto per la sua eleganza e la sua capacità di cogliere l'essenza dei soggetti che esaminava.

    Amos Oz
    La vita fa rima con la morte
    D'un tratto nel folto del bosco
    Giuda
    Una pantera in cantina
    Non dire notte
    Fima
    • Fima

      • 295pagine
      • 11 ore di lettura

      Efraim Numberg, detto Fima, ha cinquantaquattro anni e vive a Gerusalemme. Èrimasto orfano di madre quando ne aveva dieci, con il padre ha una relazionecomplessa. Dopo aver fatto sperare molto come studente di storia prima e comepoeta poi, la sua esistenza si è ben presto costellata di rinunce. È unpersonaggio contraddittorio, attento e distratto, malinconico ed entusiasta,profondo e balordo, pigro e senza ambizioni, trasandato, ma amato dagli amicie con uno strano fascino. Attorno a lui gravitano l'ex moglie Yael col suonuovo marito; l'amico Zvi Kropotkin riuscito laddove lui ha fallito; il padreBaruch che sperava che il figlio gli subentrasse nella sua azienda dicosmetici; l'amante Nina, moglie dell'amico Uri; e il figlio di Yael, Dimi.

      Fima
    • A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa e Theo. Dopo sette anni di felice convivenza, sono in una fase stagnante del loro rapporto. Theo, urbanista sessantenne di successo, appare sempre più introverso e sembra aver perso energia, voglia di fare e di mettersi in gioco. Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane che insegna nella scuola locale, è sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide. In seguito alla morte di uno degli studenti di Noa, le viene affidato il compito di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. Aiutata da Muki, agente immobiliare, da Linda, una timida divorziata, e da Lumir, un pensionato, Noa si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, pronta a lottare contro l’opposizione di tutta la cittadina che teme che un simile centro possa portare droga e criminalità. Non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l’aiuto di Theo, e lui non vuole interferire se non è richiesto… Se per un verso la vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, dall’altro dimostra lo struggente affetto, l’infinita tenerezza e il profondo amore che ancora li lega. La storia è narrata dai due protagonisti in prima persona, alternandosi di capitolo in capitolo, raccontando gli stessi episodi visti da occhi diversi, contrapponendo con forza le due personalità, descrivendo non solo le loro vite, ma anche quella di vari abitanti di Tel Kedar, vecchi e nuovi immigrati, persone colpite da tragedie immani, ma anche personaggi buffi, russi pieni di vitalità, giovani studenti dalle belle speranze. Non dire notte non è esplicitamente un romanzo politico: è un libro che esplora l’animo umano, che racconta la realtà quotidiana di una comunità lontana da Tel Aviv o Gerusalemme, protetta da filo spinato e guardie, che cerca di vivere una vita normale come qualsiasi altra cittadina del mondo.

      Non dire notte
    • Gerusalemme, 1947. I soldati inglesi pattugliano le strade, c'è il coprifuoco, bombe e pallottole vaganti sono all'ordine del giorno. Proffy, 12 anni, ha stretto con i suoi amici un patto anti-inglese e gioca alle spie. Una notte viene sorpreso per la strada da Stephen Dunlop, un soldato inglese grasso, rosso e solitario che gli chiede di dargli lezioni di ebraico in cambio di lezioni di inglese. Il legame tra l'adulto e il ragazzo viene scoperto dai suoi amici, che lo mettono alla berlina e scrivono sul muro davanti a casa sua, a lettere cubitali, la parola "traditore".

      Una pantera in cantina
    • “Questa è una storia che si svolge nell'inverno tra la fine del 1959 e l'inizio del 1960. Questa storia contiene un errore e della passione, un amore deluso e una questione di ordine religioso che qui rimane irrisolta. Non pochi edifici portavano ancora ben riconoscibili i segni della guerra che dieci anni prima aveva diviso la città. In sottofondo vi capiterà di udire la melodia lontana di una fisarmonica o le struggenti note di un'ocarina, sul far della sera, dietro un'imposta chiusa.”--Back cover

      Giuda
    • La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.

      D'un tratto nel folto del bosco
    • È una calda sera d’estate a Tel Aviv. Lo scrittore è seduto in veste di ospite d’onore a un incontro letterario. È assente. Le voci dei relatori gli arrivano opache, senza sostanza. Davanti a sé il pubblico. Lui spia volti, gesti, figure. Un timido e occhialuto adolescente. Un tipo malmostoso che sembra in totale disaccordo con l’oratore. E poco prima in un bar aveva messo a fuoco una cameriera dimessa ma provocante, due figuri dall’aria losca, una vecchia signora con le gambe gonfie. Sono immagini captate, anzi rubate alla realtà. Sono immagini che diventano storie. Più tardi, mentre vaga da solo per le strade deserte della città, sente che i personaggi che ha evocato gli sono accanto. E a quel punto entra nelle loro vite, le invade e le trasforma. Le grandi storie da raccontare hanno bisogno solo di un dettaglio, sembra dire Amos Oz. Poi sono magicamente incontrollabili, come l’immaginazione. E ci vengono a svegliare.

      La vita fa rima con la morte
    • In queste pagine si racconta la vicenda di una fanciulla, Effi Briest appunto,che sposa giovanissima un antico spasimante della madre, salvo poi tradirlo più per noia che per passione. L'amore clandestino ha vita breve ed Effi ritorna a essere una sposa devota e fedele. Ma il destino è in agguato, e dopo anni di serena vita coniugale il marito scopre l'antico adulterio. Nei tragici sviluppi della vicenda a Effi, innocentemente colpevole, rimarrà solo l'affetto del padre cui aggrapparsi.

      Effi Briest
    • Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele, Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benni Avni, sindaco del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo quattro parole: "Non preoccuparti per me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola - e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benni Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna, vestita da escursionista, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Yossi Sasson. O cosa è successo al nipote della dottoressa Ghili Steiner, che doveva arrivare al villaggio con l'ultimo pullman, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Arieh Zelnik. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, rivissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, in attesa del momento della rivelazione.

      I Narratori: Scene dalla vita di un villaggio