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Grazia Deledda

    27 settembre 1871 – 15 agosto 1936

    Grazia Deledda è celebrata per i suoi scritti di ispirazione idealista, che con chiarezza plastica ritraggono la vita della sua isola natale e affrontano i problemi umani in generale con profondità e simpatia. I suoi romanzi creano un forte legame tra luoghi e persone, sentimenti e ambiente. L'aspro paesaggio sardo non viene semplicemente reso attraverso schemi veristi regionali, ma rivissuto attraverso il mito. La sua voce distintiva offre profonde riflessioni sulle complessità dell'esistenza umana.

    Grazia Deledda
    L'edera
    Acquarelli: Canne al vento
    Elias Portolu
    Biblioteca Economica Newton - 19: Marianna Sirca
    Il vecchio e i fanciulli
    La madre
    • Anche quella notte, dunque, Paulo si disponeva ad uscire. La madre, nella sua camera attigua a quella di lui, lo sentiva muoversi furtivo, aspettando forse, per uscire, ch'ella spegnesse il lume e si coricasse. Ella spense il lume ma non si coricò. Seduta presso l'uscio si stringeva una con l'altra le sue dure mani di serva, ancora umide della risciacquatura delle stoviglie, calcando i pollici uno sull'altro per farsi forza; ma di momento in momento la sua inquietudine cresceva, vinceva la sua ostinazione a sperare che il figlio s'acquetasse.

      La madre
      3,8
    • Il vecchio e i fanciulli

      • 144pagine
      • 6 ore di lettura

      Il titolo rimanda al rapporto tra il vecchio Ulpiano Melis, ricco pastore, e i fanciulli che in realtà sono degli adolescenti: la nipote Francesca di 15 anni e il servo pastore Luca di 16. La vicenda si svolge nella Sardegna del ’15-’18.La storia è dipanata in un anno e mezzo in cui Ulpiano Melis e la sua famiglia affrontano l’alternarsi di sentimenti quali il rancore, l’odio, l’amore e la passione. Un vero e proprio repertorio di tematiche deleddiane: la colpa e l’espiazione; il fatalismo; la magia e le superstizioni. È dunque un romanzo della maturità, ma ancora sardissimo negli intenti e nell’intreccio.

      Il vecchio e i fanciulli
      4,0
    • L'universo arcaico e immobile della Serra nuorese, la durezza e l'inospitalità del clima barbaricino e un ambiente rurale e montano inconciliabilmente diviso fra padroni, servi e banditi costituiscono il paesaggio geografico e sociale in cui si svolge la storia della contrastata passione fra due personaggi - la possidente Marianna e il giovane bandito Simone - che tentano di violare l'incomunicabilità fra i ruoli imposti loro dal destino. L'eroina deleddiana, pur di rifiutare le immutabili leggi e consuetudini della propria terra, è disposta a legarsi a Simone "più per la morte che per la vita". Alla fine il protagonista più debole, votato alla promessa e all'impegno di un impossibile matrimonio, dovrà soccombere.

      Biblioteca Economica Newton - 19: Marianna Sirca
      3,6
    • Acquarelli: Canne al vento

      • 240pagine
      • 9 ore di lettura

      Unica donna insignita dal Nobel nell'ambito della letteratura italiana e autrice di più di cinquanta volumi tra romanzi e novelle, Grazia Deledda è forse ancora tutta da scoprire, un po' come la sua Sardegna. Canne al vento è in questo senso un'opera esemplare: induce, già nel titolo, un'inconfondibile immagine dell'aspro ed essenziale paesaggio dell'isola, ma evoca nel contempo l'immagine universale, "biblica" dell'uomo, fragile e oscillante creatura battuta dalla sorte, ma sempre tentata da un confronto diretto con la forza potente di una misteriosa Giustizia. Forse, dopo aver letto il romanzo, molti lettori avranno come l'impressione che in Sardegna non si va, ma dalla Sardegna si viene.

      Acquarelli: Canne al vento
      3,7
    • La vicenda del romanzo si svolge in un paese della Sardegna all’inizio del XX secolo. Lo sfondo della narrazione è il decadimento tanto della nobiltà sarda quanto quello economico del posto. In primo piano viene descritta la drammatica situazione economica di una famiglia aristocratica di campagna, i Decherchi. La famiglia, in origine ricca, possiede ancora alcuni poderi ma ha diversi debiti. Per sbarcare il lunario, i Decherchi sono costretti a tenere in casa ziu Zua, un lontano parente ricco, vecchio e malato. Quest'ultimo paga alla famiglia un contributo in cambio delle cure di cui ha bisogno. Ziu Zua si lamenta in continuazione di tutti membri della famiglia: le sue proteste prendono di mira soprattutto Annesa, la giovane protagonista del romanzo. È principalmente lei a prendersi cura del malato, che poco a poco diventa insopportabile. Ormai, in famiglia tutti sperano nella morte del vecchio. Nel corso del romanzo si delineano anche i contorni dell'amore tra Annesa e Paulu, uno dei componenti della famiglia Decherchi. Le loro vicende si intrecciano sullo sfondo di una situazione familiare assai complessa. Maria Grazia Cosima Deledda è nata a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante, il 27 settembre 1871. E’ stata la seconda donna a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Morirà a Roma, all'età di 64 anni, il 15 agosto 1936.

      L'edera
      3,6
    • Il fanciullo nascosto

      • 216pagine
      • 8 ore di lettura

      Grazia Deledda nacque a Nuoro, nella sua amatissima Sardegna, il 27 settembre 1871. Si sposò giovanissima e si trasferì a Roma. Studiò da autodidatta e all'età di 17 anni scrisse le sue prime storie, basate sui temi sentimentali e sul folklore. Deledda ha spesso usato il paesaggio della Sardegna come sfondo per descrivere le difficoltà incontrate dai suoi personaggi. Gli antichi modi della Sardegna sono spesso in conflitto con i costumi moderni, e i suoi personaggi sono costretti a trovare complicate soluzioni ai problemi morali. Nel 1926 vinse il Premio Nobel per la letteratura. Morì a Roma il 15 agosto del 1936. Cosima, romanzo autobiografico, fu pubblicato postumo nel 1937.

      Il fanciullo nascosto
      3,5
    • Canne al vento

      • 225pagine
      • 8 ore di lettura

      Nubili e sole, le tre dame Pintor conducono un'esistenza grigiamente passiva, chiuse nella decrepita casa di famiglia, al centro di un paese sardo quasi fuori dalla storia. Veglia su di loro il vecchio servo Efix, che custodisce dentro di sé un drammatico doppio segreto: è il solo a sapere la verità sulla fuga della quarta sorella e sulla morte improvvisa del padre. Quando poi giunge dal continente il giovane nipote Giacinto, Efix si sente chiamato a una nuova lotta per proteggere le sue padrone. Ma la crisi provocata dalla venuta del "libero" Giacinto coinvolge anche lui. E la soluzione verrà non dal complesso dei fatti, ma da quello della coscienza. Alla base dei libri di Grazia Deledda c'è sempre un urto tra il vecchio e il nuovo, tra l'avanzante civiltà moderna e la sopravvivenza dell'antico mondo pre-borghese. La legge dei padri, le consuetudini e i tabù di un tempo sono ancora saldamente inseriti negli animi: perciò chi li contravviene si sente tutto pervaso di orrore per la colpa che sa di commettere e alla quale non può né vuole resistere. Come nei grandi romanzieri russi, così nella Deledda il peccato rappresenta una prova che, impegnando tutte le energie morali dell'uomo, ne esalta al più alto grado l'umanità.

      Canne al vento
      3,8