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Aaron Asher

    Agnès's final afternoon : an essay on the work of Milan Kundera
    Il libro del riso e dell'oblio
    La vita è altrove
    • This highly original book imitates the protagonist, Agnès, of Kundera's novel Immortality. Like all readers of fiction, when Agnès steps out of the car, she steps out of the world of planned routes, responsibilities, and social self, and gives herself up to the discovery of a new landscape, an experience that will transform her. François Ricard's beautiful essay enters into the writings of Milan Kundera in much the same way. The landscape he explores in Agnès's Final Afternoon includes a chain of ten novels, composed between 1959 and 1999; he takes us through the themes and characters of the novels, their structural composition, and innovations of form and content that stretch the boundaries of the novel to breaking point.François Ricard is a Professor of French Literature at McGill University. He has been writing about the work of Milan Kundera for fifteen years.

      Agnès's final afternoon : an essay on the work of Milan Kundera2003
    • La vita è altrove

      • 350pagine
      • 13 ore di lettura

      Dal momento della sua concezione, Jaromil è destinato a essere un poeta, come desidera sua madre, che immagina la sua nascita non da un marito, ma da un Apollo di alabastro. Questa madre lo accompagnerà invisibilmente nei suoi amori e lo assisterà anche nel momento della morte, quella di un adolescente poeta pronto a dedicarsi alla rivoluzione. Le figure del poeta, della madre, della giovinezza e della rivoluzione evocano reverenza, richiamando l'età lirica e l'innocenza. Tuttavia, il romanzo, pur nella sua leggerezza e nel suo sarcasmo, rivela il "sorriso insanguinato" dell'innocenza. Non si critica la poesia in sé, ma si esplora un aspetto mostruoso che pochi riconoscono. Con precisione e distacco, si rappresenta un'epoca in cui "il poeta regnava a fianco del carnefice". Non potremo più guardare a queste figure con occhi devoti; saremo guidati a comprendere come, per un poeta che muore prima dei vent'anni, il massimo compimento possa essere la delazione. Il poeta riflette che "forse polizia e poesia vanno molto più d'accordo di quanto alcuni non pensino". L'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1973.

      La vita è altrove2000
      4,0
    • Il libro del riso e dell'oblio

      • 273pagine
      • 10 ore di lettura

      Di questo libro Kundera ha scritto: «Nel Libro del riso e dell’oblio, la coerenza dell’insieme è data unicamente dall’unicità di alcuni temi (e motivi), con le loro variazioni. È un romanzo, questo? Io credo di sì». E lo stesso vale per i numerosissimi lettori che questo libro ha avuto dal 1979 a oggi e che vi hanno riconosciuto una delle più audaci imprese letterarie del nostro tempo: un «romanzo in forma di variazioni». Cambiano totalmente i personaggi e le situazioni, in ciascuna delle sette parti in cui (come d’obbligo in Kundera) il libro si divide. Ciascuna è autosufficiente – e tutte si susseguono «come le diverse tappe di un viaggio che ci conduce all’interno di un tema, all’interno di un pensiero, all’interno di una sola e unica situazione la cui comprensione, per me, si perde nell’immensità». Su tutto, un gesto si mostra con peculiare insistenza: il tentativo di sottrarsi alla cancellazione di ciò che è avvenuto. Come dice un personaggio del romanzo: «la lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio».

      Il libro del riso e dell'oblio1996
      4,0