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Bartleby lo scrivano, apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue Lezioni americane), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (per esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da Moby Dick a "Bartleby", ed un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.
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Bartleby lo scrivano, Herman Melville
- Lingua
- Pubblicato
- 2008
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- (In brossura)
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- Titolo
- Bartleby lo scrivano
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Herman Melville
- Editore
- Gruppo Editoriale L'Espresso
- Pubblicato
- 2008
- Formato
- In brossura
- Serie
- Tag
- Narrativa, Temi religiosi, Umorismo, Classici, Temi cristiani, Letteratura Americana, Morte, Letteratura inglese, Adattato in un film, Novelletti, New York, America, Comunicazione, Paura, Occupazione, Depressione, Narrazione, Avvocati, Follia, Scribi
- Prima pubblicazione
- 1853
- Titolo originale
- Bartleby, the Scrivener
- Valutazione
- 3,9 su 5
- Descrizione
- Bartleby lo scrivano, apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue Lezioni americane), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (per esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da Moby Dick a "Bartleby", ed un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.






