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La mossa del cavallo

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Uno dei romanzi più intelligenti e divertenti di Camilleri, pubblicato nel 1999 e ora considerato un classico, è riproposto con una nota inedita dell'autore. La storia si svolge tra Montelusa e Vigàta nell'autunno del 1877, durante la Sinistra storica al governo e i malumori contro la tassa sul macinato. Il protagonista, l'ispettore capo Giovanni Bovara, è un ragioniere che si ritrova in un circo di corruzione e inganni, dove le apparenze sono gestite dalla contraffazione. La verità è un elemento sfuggente, simile ai sogni, mentre la trama si dipana in una farsa tragica. Bovara deve affrontare una serie di personaggi eccentrici, tra cui una vedova allegra con un tariffario e un intendente di Finanza soprannominato "merdarolo" per la sua abitudine di appallottolare le mazzette. Corrotti e sottoposti pagati per ignorare i mulini clandestini si intrecciano in un gioco di potere orchestrato dal capomafia don Cocò Afflitto. Per neutralizzare le denunce di Bovara, vengono allestite varie messinscene, costringendolo a ricorrere alla stessa arte dei suoi avversari. Attraverso il recupero del dialetto d'origine, l'ispettore arma la sua controbeffa in un contesto di inganni e manovre politiche.

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La mossa del cavallo, Andrea Camilleri

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Pubblicato
2017
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Pubblicato
2017
Formato
In brossura
Pagine
272
ISBN10
8838936056
ISBN13
9788838936050
Serie
Titolo originale
La mossa del cavallo
Valutazione
3,7 su 5
Descrizione
Uno dei romanzi più intelligenti e divertenti di Camilleri, pubblicato nel 1999 e ora considerato un classico, è riproposto con una nota inedita dell'autore. La storia si svolge tra Montelusa e Vigàta nell'autunno del 1877, durante la Sinistra storica al governo e i malumori contro la tassa sul macinato. Il protagonista, l'ispettore capo Giovanni Bovara, è un ragioniere che si ritrova in un circo di corruzione e inganni, dove le apparenze sono gestite dalla contraffazione. La verità è un elemento sfuggente, simile ai sogni, mentre la trama si dipana in una farsa tragica. Bovara deve affrontare una serie di personaggi eccentrici, tra cui una vedova allegra con un tariffario e un intendente di Finanza soprannominato "merdarolo" per la sua abitudine di appallottolare le mazzette. Corrotti e sottoposti pagati per ignorare i mulini clandestini si intrecciano in un gioco di potere orchestrato dal capomafia don Cocò Afflitto. Per neutralizzare le denunce di Bovara, vengono allestite varie messinscene, costringendolo a ricorrere alla stessa arte dei suoi avversari. Attraverso il recupero del dialetto d'origine, l'ispettore arma la sua controbeffa in un contesto di inganni e manovre politiche.