Tascabili Economici Newton - 221: La malattia mortale
Saggio di psicologia cristiana per edificazione e risveglio di anti climacus - Edizione integrale
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- 100pagine
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È questo il più conosciuto scritto di Kierkegaard, un autentico microcosmo che contiene in nuce tutto il senso dell’antropologia e della teologia del filosofo danese. Breve trattato sulle categorie tipicamente cristiane di peccato, disperazione, fede, risale agli ultimi anni di vita del filosofo, dunque alla fase più matura e meglio definita del suo pensiero, a quel momento culminante in cui lo stadio religioso ha superato quello etico e quello estetico. In queste pagine asciutte, concise, che poco concedono al lirismo, Kierkegaard intende soprattutto approfondire la sua analisi della psicologia del cristiano e non nasconde in alcun modo il suo proposito di compiere opera di edificazione. Al centro è la categoria della disperazione, che per Kierkegaard è malattia e salvezza insieme, «malattia mortale» e viaggio che approda a una guarigione e a un recupero dell’identità perduta dell’io; è riscoperta della persona umana nel suo valore inalienabile e universale. La grande lezione del filosofo è nel richiamo alla voce della coscienza e al senso di responsabilità, a quel sentimento metafisico fondamentale che mette l’uomo in crisi e lo solleva al di sopra della banalità quotidiana.
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Tascabili Economici Newton - 221: La malattia mortale, Soren Kierkegaard, Remo Cantoni, Meta Corssen
- Lingua
- Pubblicato
- 1995
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- (In brossura)
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- Sottotitolo
- Saggio di psicologia cristiana per edificazione e risveglio di anti climacus - Edizione integrale
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Newton & Compton
- Pubblicato
- 1995
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 100
- ISBN10
- 887983925X
- ISBN13
- 9788879839259
- Serie
- Tag
- Saggistica, Scienze sociali, Esoterismo e religione, Temi psicologici, Temi religiosi, Tematica filosofica, Religione, Temi cristiani, Cristianesimo, Morte, Teologia, XIX Secolo, Fede, Malattie, Etica, Disperazione, Disturbi d'ansia
- Prima pubblicazione
- 1849
- Titolo originale
- Sygdommen til døden
- Valutazione
- 4,1 su 5
- Descrizione
- È questo il più conosciuto scritto di Kierkegaard, un autentico microcosmo che contiene in nuce tutto il senso dell’antropologia e della teologia del filosofo danese. Breve trattato sulle categorie tipicamente cristiane di peccato, disperazione, fede, risale agli ultimi anni di vita del filosofo, dunque alla fase più matura e meglio definita del suo pensiero, a quel momento culminante in cui lo stadio religioso ha superato quello etico e quello estetico. In queste pagine asciutte, concise, che poco concedono al lirismo, Kierkegaard intende soprattutto approfondire la sua analisi della psicologia del cristiano e non nasconde in alcun modo il suo proposito di compiere opera di edificazione. Al centro è la categoria della disperazione, che per Kierkegaard è malattia e salvezza insieme, «malattia mortale» e viaggio che approda a una guarigione e a un recupero dell’identità perduta dell’io; è riscoperta della persona umana nel suo valore inalienabile e universale. La grande lezione del filosofo è nel richiamo alla voce della coscienza e al senso di responsabilità, a quel sentimento metafisico fondamentale che mette l’uomo in crisi e lo solleva al di sopra della banalità quotidiana.





