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Brief an ein nie geborenes Kind

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Das feministische Kultbuch – wiederentdeckt! Eine junge Frau wird ungewollt schwanger. Während der ersten, sehr bewusst erlebten Wochen versucht sie, sich seelisch und geistig auf ihre neue Rolle als Mutter vorzubereiten, die sie zugleich herbeisehnt und fürchtet. Als beruflich erfolgreiche und emanzipierte Frau will sie ihre Unabhängigkeit bewahren, die teils heftigen Reaktionen ihrer Umwelt und der gesellschaftliche Druck, unter dem sie steht, setzen ihr zu. Sie spricht zu ihrem ungeborenen Kind und durchlebt dabei ein Wechselbad der Gefühle – freudige Erwartung, zärtliche Ungeduld, Verzweiflung, Traurigkeit, Angst und Hoffnung … Ein Klassiker der feministischen Literatur, berührend und zeitlos aktuell. Mit einem Nachwort von Barbara Sichtermann.

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Brief an ein nie geborenes Kind, Oriana Fallaci

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Pubblicato
1977
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(In brossura),
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Lo sapevo, in cuor mio. Lo sapevo che sarebbe stata una lettura difficile. Di quelle che ti scavano dentro con dita invisibili, lasciandoti un nodo in gola e domande che fanno eco nella mente anche dopo l’ultima pagina. Eppure l’ho portata a termine. Non è il primo libro che mi provoca questo effetto, ma ogni volta è come se fosse la prima. Oriana Fallaci non scrive: affonda. Con parole che sanno essere lama e carezza, ci regala un monologo dirompente, intimo, feroce, umano. È una donna che parla a un figlio che forse non nascerà mai, ma è anche una donna che parla al mondo intero: alla maternità come scelta e non come destino, alla libertà, alla paura, alla forza che a volte vacilla e a volte esplode. È un libro che non si legge: si attraversa. Ti costringe a metterti a nudo, a pensare, a ricordare, a decidere. E anche se a tratti fa male, è un dolore che vale la pena sentire. Perché ogni parola, ogni esitazione, ogni strappo della protagonista è una verità che brucia ancora oggi. L’ho finito con rispetto. Con fatica. Ma anche con una gratitudine silenziosa per aver avuto il coraggio di leggerlo fino in fondo. E, forse, per aver sentito qualcosa che non tutti vogliono o riescono a sentire.