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Non scendete a Napoli. Controguida appassionata della città

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Esiste una città più raccontata di Napoli, con il suo bagaglio di luoghi comuni secolari? Antonio Pascale si interroga sul motivo per cui dovremmo visitarla. Se non possiamo resisterle, il suo consiglio è di osservarla dall’alto della terrazza di Castel Sant’Elmo, dove si può vedere “tutta Napoli” e riconoscere le contraddizioni tra il mare e la speculazione edilizia. Tuttavia, Pascale sa che il visitatore sarà attratto dalla tentazione di esplorare da vicino. Così, il libro si propone di guidarlo in luoghi inusuali, come un garage moderno in una grotta o il mercato ittico, ma si rivolge anche ai napoletani, avvertendoli sui rischi di chiedere legalità mentre si acquistano prodotti contraffatti che alimentano la Camorra. Con uno stile che gioca sul paradosso e sull'ironia, Pascale esprime il suo amore e odio per la città natale, invitando a comprenderla a fondo e a rimuovere la maschera che la nasconde. Infine, ci induce a riflettere: siamo davvero sicuri che Napoli sia così diversa dall’Italia?

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Non scendete a Napoli. Controguida appassionata della città, Antonio Pascale

Lingua
Pubblicato
2015
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(Copertina rigida)
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Titolo
Non scendete a Napoli. Controguida appassionata della città
Lingua
Italiano
Editore
Rizzoli
Pubblicato
2015
Formato
Copertina rigida
Pagine
230
ISBN10
8817079103
ISBN13
9788817079105
Serie
Valutazione
2,6 su 5
Descrizione
Esiste una città più raccontata di Napoli, con il suo bagaglio di luoghi comuni secolari? Antonio Pascale si interroga sul motivo per cui dovremmo visitarla. Se non possiamo resisterle, il suo consiglio è di osservarla dall’alto della terrazza di Castel Sant’Elmo, dove si può vedere “tutta Napoli” e riconoscere le contraddizioni tra il mare e la speculazione edilizia. Tuttavia, Pascale sa che il visitatore sarà attratto dalla tentazione di esplorare da vicino. Così, il libro si propone di guidarlo in luoghi inusuali, come un garage moderno in una grotta o il mercato ittico, ma si rivolge anche ai napoletani, avvertendoli sui rischi di chiedere legalità mentre si acquistano prodotti contraffatti che alimentano la Camorra. Con uno stile che gioca sul paradosso e sull'ironia, Pascale esprime il suo amore e odio per la città natale, invitando a comprenderla a fondo e a rimuovere la maschera che la nasconde. Infine, ci induce a riflettere: siamo davvero sicuri che Napoli sia così diversa dall’Italia?