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< > sono le parole di Antoine Leiris che il 17 novembre 2015 - all'indomani degli attentati di Parigi e della morte della moglie al Bataclan - Facebook ha diffuso nel mondo intero. Leiris, rimasto vedovo con un bimbo di diciassette mesi, prosegue in questo libro il < > di quei giorni. Le sue sono parole molto misurate - private e non politiche -, parole sobrie che travalicano l'evento in sé e che raccontano un lutto atroce, i mprovviso, il senso di perdita, il legame vitale con il figlio e i suoi timori per lui, lo smarrimento, il nuovo modo di dover guardare al mondo. È l'istantanea di un dolore, in questo sta la sua forza, quella di un uomo disarmato contro l'orrore (da qualsiasi parte provenga) eppure capace di ragionare e di esprimerlo
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Non avrete il mio odio, Antoine Leiris
- Lingua
- Pubblicato
- 2016
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- (In brossura),
- Condizioni del libro
- Danneggiato
- Prezzo
- 1,61 €
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- Titolo
- Non avrete il mio odio
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Antoine Leiris
- Editore
- Corbaccio
- Pubblicato
- 2016
- Formato
- In brossura
- ISBN10
- 8867001833
- ISBN13
- 9788867001835
- Serie
- Tag
- Saggistica, Tema stórico, Storie vere, Biografie, Storia, Auto-aiuto, Autobiografie e memorie, Amore, Famiglia, Francia, Bambini, Omicidi, Morte, Convivenza & Relazioni, Letteratura francese, Matrimonio, Perdita, Diari, Lutto, Parigi, Terrorismo, Crudeltà, terrore, Attacco
- Prima pubblicazione
- 2016
- Titolo originale
- Vous n'aurez pas ma haine
- Valutazione
- 4,4 su 5
- Descrizione
- < > sono le parole di Antoine Leiris che il 17 novembre 2015 - all'indomani degli attentati di Parigi e della morte della moglie al Bataclan - Facebook ha diffuso nel mondo intero. Leiris, rimasto vedovo con un bimbo di diciassette mesi, prosegue in questo libro il < > di quei giorni. Le sue sono parole molto misurate - private e non politiche -, parole sobrie che travalicano l'evento in sé e che raccontano un lutto atroce, i mprovviso, il senso di perdita, il legame vitale con il figlio e i suoi timori per lui, lo smarrimento, il nuovo modo di dover guardare al mondo. È l'istantanea di un dolore, in questo sta la sua forza, quella di un uomo disarmato contro l'orrore (da qualsiasi parte provenga) eppure capace di ragionare e di esprimerlo




