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Nei suoi anni di servizio nelle zone di conflitto, Gino Strada ha raccolto una serie di storie e vicende sulla guerra riportate in questo libro. Storie provenienti da diverse parti del mondo: Iraq, Pakistan, Ruanda, Afghanistan, Etiopia, Angola, Perù, Cambogia, Serbia, Gibuti. Zone differenti ma stessa logica assurda. Quella della guerra. Che conta il suo maggior numero di vittime tra i civili. Che ha la sua forza nella quotidianità della tragedia. E che si esprime in modi diversi. Come quello delle mine antiuomo. Pappagalli verdi, infatti, è il nome dato ad alcune mine antiuomo, progettate in modo da somigliare a dei giocattoli innocui: hanno le ali come uccelli e sono di colore verde. La loro forma particolare attira soprattutto i bambini, che diventano così le principali vittime di quest'arma: migliaia di loro rimangono feriti, mutilati o ciechi, dopo aver raccolto o calpestato uno di questi "giocattoli."
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Pappagalli verdi, Gino Strada
- Lingua
- Pubblicato
- 2000
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- (In brossura)
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- Titolo
- Pappagalli verdi
- Sottotitolo
- cronache di un chirurgo di guerra
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Gino Strada
- Editore
- Feltrinelli Editore
- Pubblicato
- 2000
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 164
- ISBN10
- 8807816067
- ISBN13
- 9788807816062
- Serie
- Valutazione
- 4,35 su 5
- Descrizione
- Nei suoi anni di servizio nelle zone di conflitto, Gino Strada ha raccolto una serie di storie e vicende sulla guerra riportate in questo libro. Storie provenienti da diverse parti del mondo: Iraq, Pakistan, Ruanda, Afghanistan, Etiopia, Angola, Perù, Cambogia, Serbia, Gibuti. Zone differenti ma stessa logica assurda. Quella della guerra. Che conta il suo maggior numero di vittime tra i civili. Che ha la sua forza nella quotidianità della tragedia. E che si esprime in modi diversi. Come quello delle mine antiuomo. Pappagalli verdi, infatti, è il nome dato ad alcune mine antiuomo, progettate in modo da somigliare a dei giocattoli innocui: hanno le ali come uccelli e sono di colore verde. La loro forma particolare attira soprattutto i bambini, che diventano così le principali vittime di quest'arma: migliaia di loro rimangono feriti, mutilati o ciechi, dopo aver raccolto o calpestato uno di questi "giocattoli."




