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- 112pagine
- 4 ore di lettura
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La suddivisione tra chi ama l'albero di Natale e chi preferisce il presepe è talmente rilevante che dovrebbe apparire sui documenti di identità. Gli alberisti si concentrano su Forma, Denaro e Potere, mentre i presepisti valorizzano Amore e Poesia. Tra queste due categorie non c'è dialogo: uno parla e l'altro non comprende. Gli amanti dell'albero sono consumisti, mentre il presepista, sia bravo che meno, diventa creatore, con il suo Vangelo rappresentato dal Natale in casa Cupiello. I pastori devono essere in creta, un po' imperfetti e originari di San Gregorio Armeno, non plastica da supermercato. Devono essere quelli degli anni passati, anche se rovinati, purché il capofamiglia conosca i loro nomi e possa raccontare storie su ciascuno di loro. Luciano De Crescenzo, con la sua abilità narrativa, esplora le origini del presepe, da Virgilio a Eduardo, descrivendo i personaggi che lo popolano: dai Re Magi a Cicci Bacco, fino al Pastore della Meraviglia. La narrazione culmina in un vivace scambio tra i pastorelli, che iniziano a discutere, litigare e spettegolare, come in un tipico basso napoletano.
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Gesù è nato a Napoli. La mia storia del presepe, Luciano De Crescenzo
- Lingua
- Pubblicato
- 2013
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- (Copertina rigida)
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- Titolo
- Gesù è nato a Napoli. La mia storia del presepe
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Luciano De Crescenzo
- Editore
- Mondadori
- Pubblicato
- 2013
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 112
- ISBN10
- 880463412X
- ISBN13
- 9788804634126
- Serie
- Tag
- Esoterismo e religione, Temi religiosi, Religione, Temi cristiani, Cristianesimo, Letteratura cristiana, Gesù Cristo
- Valutazione
- 3,8 su 5
- Descrizione
- La suddivisione tra chi ama l'albero di Natale e chi preferisce il presepe è talmente rilevante che dovrebbe apparire sui documenti di identità. Gli alberisti si concentrano su Forma, Denaro e Potere, mentre i presepisti valorizzano Amore e Poesia. Tra queste due categorie non c'è dialogo: uno parla e l'altro non comprende. Gli amanti dell'albero sono consumisti, mentre il presepista, sia bravo che meno, diventa creatore, con il suo Vangelo rappresentato dal Natale in casa Cupiello. I pastori devono essere in creta, un po' imperfetti e originari di San Gregorio Armeno, non plastica da supermercato. Devono essere quelli degli anni passati, anche se rovinati, purché il capofamiglia conosca i loro nomi e possa raccontare storie su ciascuno di loro. Luciano De Crescenzo, con la sua abilità narrativa, esplora le origini del presepe, da Virgilio a Eduardo, descrivendo i personaggi che lo popolano: dai Re Magi a Cicci Bacco, fino al Pastore della Meraviglia. La narrazione culmina in un vivace scambio tra i pastorelli, che iniziano a discutere, litigare e spettegolare, come in un tipico basso napoletano.


