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Se niente importa

Perché mangiamo gli animali?

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Jonathan Safran Foer trascorreva i fine settimana con sua nonna, che lo abbracciava con forza, preoccupata che mangiasse a sufficienza. Questa preoccupazione derivava dalla sua esperienza di fame durante la guerra, quando rifiutò carne di maiale perché non kosher, esprimendo l'idea che "se niente importa, non c'è niente da salvare". Per lei, il cibo rappresentava molto di più: "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Diventato padre, Foer riflette su questo insegnamento e si interroga sul significato della carne, riconoscendo che nutrire suo figlio è più importante che nutrire se stesso. Questo libro è il risultato di un'indagine durata quasi tre anni, durante la quale Foer ha visitato allevamenti intensivi, anche di notte, per documentare le violenze sugli animali e i trattamenti inumani a cui sono sottoposti. Descrive il processo di uccisione degli animali per il nostro cibo quotidiano. In questo racconto che è anche inchiesta e testimonianza, Foer invita alla riflessione, evidenziando il dolore degli animali e la nostra responsabilità verso chi è "inerme" e "senza voce", distinguendo tra chi accetta passivamente le condizioni dell'allevamento industriale e chi le mette in discussione.

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Se niente importa, Jonathan Safran Foer, Irene Abigail Piccinini

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Pubblicato
2010
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(In brossura)
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