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La sera del 30 dicembre 2003, John Gregory Dunne muore improvvisamente, segnando l'inizio per Joan Didion di un anno di profondo lutto e riflessione. Durante questo periodo, il dolore e il sogno si intrecciano, trasformando il difficile addio all’amato in un dialogo intimo con la morte. Didion riconsidera ogni aspetto della vita: le sofferenze, la fortuna cieca, le parole non dette, e la natura ingannevole della memoria. È un anno di trasformazione alchemica, in cui gli oggetti di chi è scomparso diventano simboli di un legame che si dissolve nel tempo. La scrittrice si ritrova nella solitudine della sua stanza, circondata dall’odore di tabacco, a cercare conforto nell’assenza, mentre ricordi vividi si affacciano alla mente. Settimane e mesi di riflessioni intense si traducono in parole scritte, esprimendo sentimenti complessi e vulnerabili, sempre a rischio di essere cancellati. L’opera di Didion si presenta come un racconto di dolore e rinascita, un’indagine sulla solitudine e un saggio sulla speranza umana. Attraverso la sua scrittura, invita a liberarsi dai ricordi pesanti e a vivere pienamente il presente, senza rimpianti per il passato.
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L'anno del pensiero magico, Joan Didion, Vincenzo Mantovani, Beate Conradi
- Lingua
- Pubblicato
- 2017
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- (In brossura)
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- Titolo
- L'anno del pensiero magico
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Il Saggiatore
- Pubblicato
- 2017
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 236
- ISBN10
- 8842823112
- ISBN13
- 9788842823117
- Serie
- Tag
- Saggistica, Arte / Cultura, Storie vere, Biografie, Auto-aiuto, Amore, Famiglia, Autobiografie e memorie, USA, Letteratura Americana, Morte, Memorie, Opere teatrali, Convivenza & Relazioni, Emozioni, Matrimonio, America, Perdita, Malattie, Lutto, Destino, Separazione, addio, Dolore, Tristezza, Infarto
- Prima pubblicazione
- 2005
- Titolo originale
- The Year of Magical Thinking
- Valutazione
- 3,95 su 5
- Descrizione
- La sera del 30 dicembre 2003, John Gregory Dunne muore improvvisamente, segnando l'inizio per Joan Didion di un anno di profondo lutto e riflessione. Durante questo periodo, il dolore e il sogno si intrecciano, trasformando il difficile addio all’amato in un dialogo intimo con la morte. Didion riconsidera ogni aspetto della vita: le sofferenze, la fortuna cieca, le parole non dette, e la natura ingannevole della memoria. È un anno di trasformazione alchemica, in cui gli oggetti di chi è scomparso diventano simboli di un legame che si dissolve nel tempo. La scrittrice si ritrova nella solitudine della sua stanza, circondata dall’odore di tabacco, a cercare conforto nell’assenza, mentre ricordi vividi si affacciano alla mente. Settimane e mesi di riflessioni intense si traducono in parole scritte, esprimendo sentimenti complessi e vulnerabili, sempre a rischio di essere cancellati. L’opera di Didion si presenta come un racconto di dolore e rinascita, un’indagine sulla solitudine e un saggio sulla speranza umana. Attraverso la sua scrittura, invita a liberarsi dai ricordi pesanti e a vivere pienamente il presente, senza rimpianti per il passato.


