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Il grande limite della fantascienza scritta è stato spesso quello di svalutare la propria grandezza, isolandosi dalla restante letteratura e creando un mondo autoreferenziale. Questa scelta, da un lato, rappresentava una difesa e un modo per affermare una singolarità, ma dall'altro ha eretto mura che hanno trasformato il genere in un ghetto, dove si era felici ma ignorati all'esterno. È un destino amaro per un genere che ha visto capostipiti di grande levatura come H.G. Wells e C.S. Lewis. Solo con autori come Kurt Vonnegut e la riscoperta di Philip K. Dick si è iniziato a correggere questo trend. Nella sua antologia del 1959, Asimov continua a riflettere questa prigionia, cercando il piacevole a prescindere dai contenuti. I racconti, di diverso valore, sono presentati con toni confidenziali, anche quando affrontano temi profondi. La fantascienza è indubbiamente narrativa popolare, ma non è riducibile a generi come il feuilleton o il poliziesco. Ha offerto grandi temi e visioni del mondo, come dimostrano autori antologizzati come Damon Knight e Robert Sheckley. La grandezza di questi scrittori sarà riconosciuta solo se il genere si sottrarrà alla sua autoghettizzazione. I lettori sapranno trovare qualche squarcio di questa realtà nell'antologia.
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Le grandi storie della fantascienza, Isaac Asimov
- Lingua
- Pubblicato
- 2017
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- (In brossura),
- Condizioni del libro
- In buone condizioni
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- 3,99 €
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- Lingua
- Italiano
- Autori
- Isaac Asimov
- Editore
- Bompiani
- Pubblicato
- 2017
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 352
- ISBN10
- 8845293904
- ISBN13
- 9788845293900
- Serie
- Valutazione
- 4,2 su 5
- Descrizione
- Il grande limite della fantascienza scritta è stato spesso quello di svalutare la propria grandezza, isolandosi dalla restante letteratura e creando un mondo autoreferenziale. Questa scelta, da un lato, rappresentava una difesa e un modo per affermare una singolarità, ma dall'altro ha eretto mura che hanno trasformato il genere in un ghetto, dove si era felici ma ignorati all'esterno. È un destino amaro per un genere che ha visto capostipiti di grande levatura come H.G. Wells e C.S. Lewis. Solo con autori come Kurt Vonnegut e la riscoperta di Philip K. Dick si è iniziato a correggere questo trend. Nella sua antologia del 1959, Asimov continua a riflettere questa prigionia, cercando il piacevole a prescindere dai contenuti. I racconti, di diverso valore, sono presentati con toni confidenziali, anche quando affrontano temi profondi. La fantascienza è indubbiamente narrativa popolare, ma non è riducibile a generi come il feuilleton o il poliziesco. Ha offerto grandi temi e visioni del mondo, come dimostrano autori antologizzati come Damon Knight e Robert Sheckley. La grandezza di questi scrittori sarà riconosciuta solo se il genere si sottrarrà alla sua autoghettizzazione. I lettori sapranno trovare qualche squarcio di questa realtà nell'antologia.














