Bookbot

Le grandi storie della fantascienza

Valutazione del libro

Parametri

  • 352pagine
  • 13 ore di lettura

Maggiori informazioni sul libro

Il grande limite della fantascienza scritta è stato spesso quello di svalutare la propria grandezza, isolandosi dalla restante letteratura e creando un mondo autoreferenziale. Questa scelta, da un lato, rappresentava una difesa e un modo per affermare una singolarità, ma dall'altro ha eretto mura che hanno trasformato il genere in un ghetto, dove si era felici ma ignorati all'esterno. È un destino amaro per un genere che ha visto capostipiti di grande levatura come H.G. Wells e C.S. Lewis. Solo con autori come Kurt Vonnegut e la riscoperta di Philip K. Dick si è iniziato a correggere questo trend. Nella sua antologia del 1959, Asimov continua a riflettere questa prigionia, cercando il piacevole a prescindere dai contenuti. I racconti, di diverso valore, sono presentati con toni confidenziali, anche quando affrontano temi profondi. La fantascienza è indubbiamente narrativa popolare, ma non è riducibile a generi come il feuilleton o il poliziesco. Ha offerto grandi temi e visioni del mondo, come dimostrano autori antologizzati come Damon Knight e Robert Sheckley. La grandezza di questi scrittori sarà riconosciuta solo se il genere si sottrarrà alla sua autoghettizzazione. I lettori sapranno trovare qualche squarcio di questa realtà nell'antologia.

Acquisto del libro

Le grandi storie della fantascienza, Isaac Asimov

Lingua
Pubblicato
2017
product-detail.submit-box.info.binding
(In brossura),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
3,99 €

Metodi di pagamento

4,2
Molto buono
32 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Lingua
Italiano
Editore
Bompiani
Pubblicato
2017
Formato
In brossura
Pagine
352
ISBN10
8845293904
ISBN13
9788845293900
Serie
Valutazione
4,2 su 5
Descrizione
Il grande limite della fantascienza scritta è stato spesso quello di svalutare la propria grandezza, isolandosi dalla restante letteratura e creando un mondo autoreferenziale. Questa scelta, da un lato, rappresentava una difesa e un modo per affermare una singolarità, ma dall'altro ha eretto mura che hanno trasformato il genere in un ghetto, dove si era felici ma ignorati all'esterno. È un destino amaro per un genere che ha visto capostipiti di grande levatura come H.G. Wells e C.S. Lewis. Solo con autori come Kurt Vonnegut e la riscoperta di Philip K. Dick si è iniziato a correggere questo trend. Nella sua antologia del 1959, Asimov continua a riflettere questa prigionia, cercando il piacevole a prescindere dai contenuti. I racconti, di diverso valore, sono presentati con toni confidenziali, anche quando affrontano temi profondi. La fantascienza è indubbiamente narrativa popolare, ma non è riducibile a generi come il feuilleton o il poliziesco. Ha offerto grandi temi e visioni del mondo, come dimostrano autori antologizzati come Damon Knight e Robert Sheckley. La grandezza di questi scrittori sarà riconosciuta solo se il genere si sottrarrà alla sua autoghettizzazione. I lettori sapranno trovare qualche squarcio di questa realtà nell'antologia.