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Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioachino Rossini

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  • 158pagine
  • 6 ore di lettura

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Queste pagine rinviano a quell'irripetibile momento dell'illuminismo in cui l'uomo sperimentò la possibilità di una propria realizzazione nella storia, senza piú alcun riferimento con la trascendenza. Baricco dimostra però che in Rossini, piú a livello della musica che a quello del libretto, la soggettività «orizzontale» dell'uomo settecentesco trova una propria conciliazione con l'oggettività tramite una «fuga in avanti» in cui uomo e mondo convergono in una seconda natura, permeata dalla felicità che si raggiunge attraverso un certo abbandono ai territori della follia. Tale superamento del soggetto, secondo Baricco, sottende tutto il teatro rossiniano, sia quello comico analizzato nel primo saggio, sia quello serio preso in esame nel secondo. Anche qui, seppure in modo diverso, l'opera di Rossini è riconosciuta come luogo anomalo in cui illuminismo e rivendicazione della felicità si incontrano, o quanto meno si cercano, al riparo dalle false illusioni dell'incombente ideologia borghese ottocentesca.

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Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioachino Rossini, Alessandro Baricco

Lingua
Pubblicato
1997
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(In brossura)
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Titolo
Il genio in fuga. Due saggi sul teatro musicale di Gioachino Rossini
Lingua
Italiano
Pubblicato
1997
Formato
In brossura
Pagine
158
ISBN10
8806143697
ISBN13
9788806143695
Serie
Descrizione
Queste pagine rinviano a quell'irripetibile momento dell'illuminismo in cui l'uomo sperimentò la possibilità di una propria realizzazione nella storia, senza piú alcun riferimento con la trascendenza. Baricco dimostra però che in Rossini, piú a livello della musica che a quello del libretto, la soggettività «orizzontale» dell'uomo settecentesco trova una propria conciliazione con l'oggettività tramite una «fuga in avanti» in cui uomo e mondo convergono in una seconda natura, permeata dalla felicità che si raggiunge attraverso un certo abbandono ai territori della follia. Tale superamento del soggetto, secondo Baricco, sottende tutto il teatro rossiniano, sia quello comico analizzato nel primo saggio, sia quello serio preso in esame nel secondo. Anche qui, seppure in modo diverso, l'opera di Rossini è riconosciuta come luogo anomalo in cui illuminismo e rivendicazione della felicità si incontrano, o quanto meno si cercano, al riparo dalle false illusioni dell'incombente ideologia borghese ottocentesca.