I Grandi Tascabili - 235: Diceria dell'untore
Nuova edizione accresciuta da pagine inedite e dagli archivi dell'opera
Autori
Valutazione del libro
Maggiori informazioni sul libro
Nel 1946, in un sanatorio della Conca d'oro - castello d'Atlante e campo di sterminio - alcuni singolari personaggi, reduci dalla guerra, e presumibilmente inguaribili, duellano debolmente con se stessi e con gli altri, in attesa della morte. Lunghi duelli di gesti e di parole; di parole soprattutto: febbricitanti, tenere, barocche - a gara con il barocco di una terra che ama l'iperbole e l'eccesso. Tema dominante, la morte: e si dirama sottilmente, si mimetizza, si nasconde, svaria, musicalmente riappare. E questo sotto i drappeggi di una scrittura in bilico fra strazio e falsetto, e in uno spazio che è sempre al di qua o al di là della storia - e potrebbe anche simulare un palcoscenico o la nebbia di un sogno... "Ingegnoso nemico di se stesso", finora sfuggito a ogni tentazione e proposta di pubblicare, uomo, insomma, che ha letto tutti i libri senza cedere a pubblicarne uno suo,
Acquisto del libro
I Grandi Tascabili - 235: Diceria dell'untore, Gesualdo Bufalino
- Lingua
- Pubblicato
- 1992
- product-detail.submit-box.info.binding
- (In brossura)
Metodi di pagamento
Qui potrebbe esserci la tua recensione.
- Titolo
- I Grandi Tascabili - 235: Diceria dell'untore
- Sottotitolo
- Nuova edizione accresciuta da pagine inedite e dagli archivi dell'opera
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Gesualdo Bufalino
- Editore
- Bompiani
- Pubblicato
- 1992
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 188
- ISBN10
- 8845219313
- ISBN13
- 9788845219313
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Prosa storica, Classici, Amore, Seconda guerra mondiale, Morte, Europa Meridionale, Italia, Letteratura Italiana, Ospedali, Peste
- Valutazione
- 3,75 su 5
- Descrizione
- Nel 1946, in un sanatorio della Conca d'oro - castello d'Atlante e campo di sterminio - alcuni singolari personaggi, reduci dalla guerra, e presumibilmente inguaribili, duellano debolmente con se stessi e con gli altri, in attesa della morte. Lunghi duelli di gesti e di parole; di parole soprattutto: febbricitanti, tenere, barocche - a gara con il barocco di una terra che ama l'iperbole e l'eccesso. Tema dominante, la morte: e si dirama sottilmente, si mimetizza, si nasconde, svaria, musicalmente riappare. E questo sotto i drappeggi di una scrittura in bilico fra strazio e falsetto, e in uno spazio che è sempre al di qua o al di là della storia - e potrebbe anche simulare un palcoscenico o la nebbia di un sogno... "Ingegnoso nemico di se stesso", finora sfuggito a ogni tentazione e proposta di pubblicare, uomo, insomma, che ha letto tutti i libri senza cedere a pubblicarne uno suo,


