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Lustrini per il regno dei cieli

Ritratti di evirati cantori

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Lustrini per il regno dei cieli racconta da una angolazione inedita una vicenda notissima, eppure sempre avvolta da mistero, della storia d’Occidente e soprattutto d’Italia. I castrati, o evirati cantori, o soprani eunuchi, secondo le varie terminologie che li definivano, sono più spesso stati raccontati, infatti, per chiave di parodia o caricatura, oppure, il che ha lo stesso impatto, come simboli, fantasmi di un’epoca oscura. Dalle cappelle vaticane, dove incarnarono la cifra della controriforma, interpretando il misterioso "Miserere" di Gregorio Allegri, copiato a memoria da Mozart bambino, sciamarono, insieme al melodramma, per tutta Europa; alcuni di essi furono celebri, celeberrimi, come il proverbiale Farinelli; ma la maggior parte ebbero invece destino d’ombra e disgrazia. Cinque storie, note e ignote, permettono di ricostruire alcuni aspetti di questa vicenda, carica di gloria, ma soprattutto d’onta, che ebbe esito soprattutto nel Belpaese, fino al 1922, quando l’ultimo del genere, Alessandro Moreschi, morì lasciando di sé il nome di «angelo di Roma» e l’unica registrazione che un cantante del suo tipo abbia mai realizzato.

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Lustrini per il regno dei cieli, Luca Scarlini

Lingua
Pubblicato
2008
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(In brossura)
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Titolo
Lustrini per il regno dei cieli
Sottotitolo
Ritratti di evirati cantori
Lingua
Italiano
Pubblicato
2008
Formato
In brossura
Pagine
96
ISBN10
8833918300
ISBN13
9788833918303
Serie
Descrizione
Lustrini per il regno dei cieli racconta da una angolazione inedita una vicenda notissima, eppure sempre avvolta da mistero, della storia d’Occidente e soprattutto d’Italia. I castrati, o evirati cantori, o soprani eunuchi, secondo le varie terminologie che li definivano, sono più spesso stati raccontati, infatti, per chiave di parodia o caricatura, oppure, il che ha lo stesso impatto, come simboli, fantasmi di un’epoca oscura. Dalle cappelle vaticane, dove incarnarono la cifra della controriforma, interpretando il misterioso "Miserere" di Gregorio Allegri, copiato a memoria da Mozart bambino, sciamarono, insieme al melodramma, per tutta Europa; alcuni di essi furono celebri, celeberrimi, come il proverbiale Farinelli; ma la maggior parte ebbero invece destino d’ombra e disgrazia. Cinque storie, note e ignote, permettono di ricostruire alcuni aspetti di questa vicenda, carica di gloria, ma soprattutto d’onta, che ebbe esito soprattutto nel Belpaese, fino al 1922, quando l’ultimo del genere, Alessandro Moreschi, morì lasciando di sé il nome di «angelo di Roma» e l’unica registrazione che un cantante del suo tipo abbia mai realizzato.