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- 200pagine
- 7 ore di lettura
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Un romanzo poetico e delicato, un inno alla capacità della vita di rigenerarsi e trasformarsi. Jónas, quarantanove anni, ha un talento speciale per riparare le cose, ma la sua vita è in frantumi: ha appena divorziato, scopre che la sua amata figlia non è biologicamente sua, e sua madre è affetta da demenza. Con i suoi punti di riferimento svaniti, Jónas non sa più chi sia. Nemmeno i suoi diari giovanili, pieni di appunti su nuvole e corpi celesti, riescono a confortarlo; il giovane che era gli appare ora come un estraneo. In preda alla disperazione, considera il suicidio, ma non vuole che sia sua figlia a trovarlo. Decide così di morire all'estero, scegliendo un paese reduce da una guerra civile, ancora segnato da distruzione. Qui, all'Hotel Silence, arriva con un cambio di vestiti e la sua cassetta degli attrezzi. Tuttavia, l'incontro con le persone del posto, in particolare i giovani gestori dell'hotel e il loro bambino, cambia il suo piano giorno dopo giorno. L'autrice ha creato un'opera essenziale, tenera e ironica, un segno di pace che ci riavvicina all'umanità che resiste agli orrori del mondo.
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Hotel Silence, Stefano Rosatti, Auður Ava Ólafsdóttir
- Lingua
- Pubblicato
- 2018
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- (Copertina rigida)
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- Titolo
- Hotel Silence
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Einaudi
- Pubblicato
- 2018
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 200
- ISBN10
- 8806235982
- ISBN13
- 9788806235987
- Serie
- Tag
- Narrativa, Narrativa contemporanea, Regali per il nonno, Salute mentale, Letteratura nordica, Bricolage e fai-da-te, Depressione, Divorzio, Periodo post-bellico, Villaggi, Hotel, Islanda, Croazia, Jugoslavia, Letteratura Islandese, Pensieri sul suicidio
- Prima pubblicazione
- 2016
- Titolo originale
- Ör
- Valutazione
- 3,75 su 5
- Descrizione
- Un romanzo poetico e delicato, un inno alla capacità della vita di rigenerarsi e trasformarsi. Jónas, quarantanove anni, ha un talento speciale per riparare le cose, ma la sua vita è in frantumi: ha appena divorziato, scopre che la sua amata figlia non è biologicamente sua, e sua madre è affetta da demenza. Con i suoi punti di riferimento svaniti, Jónas non sa più chi sia. Nemmeno i suoi diari giovanili, pieni di appunti su nuvole e corpi celesti, riescono a confortarlo; il giovane che era gli appare ora come un estraneo. In preda alla disperazione, considera il suicidio, ma non vuole che sia sua figlia a trovarlo. Decide così di morire all'estero, scegliendo un paese reduce da una guerra civile, ancora segnato da distruzione. Qui, all'Hotel Silence, arriva con un cambio di vestiti e la sua cassetta degli attrezzi. Tuttavia, l'incontro con le persone del posto, in particolare i giovani gestori dell'hotel e il loro bambino, cambia il suo piano giorno dopo giorno. L'autrice ha creato un'opera essenziale, tenera e ironica, un segno di pace che ci riavvicina all'umanità che resiste agli orrori del mondo.




