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"Uno dei più toccanti atti d'amore e di giustizia per le donne afghane." (Corriere della Sera) Una donna velata siede al capezzale del marito ferito e privo di conoscenza. Accorda il suo respiro su quello dell'uomo, e per la prima volta gli parla. Frammenti di tenerezza, piccoli sogni, illusioni. Poi, a poco a poco, in un fiume liberatorio, tutta la vita le esce di bocca. Pronuncia parole proibite, parole ribelli. Condanna gli uomini e le loro guerre, il fanatismo dei soldati di Allah e la violenza. Osa parlare di religione, di amore e dei piaceri del corpo. Svela piccoli segreti e grandi colpe. Una voce che affiora da secoli di sottomissione e di sofferenza. Incanta, prega, grida. Ritrova se stessa. Ed è, infine, liberata.
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Pietra di pazienza, ʿAti q. Rah i. mi
- Lingua
- Pubblicato
- 2009
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- Titolo
- Pietra di pazienza
- Lingua
- Italiano
- Autori
- ʿAti q. Rah i. mi
- Editore
- Einaudi
- Pubblicato
- 2009
- Serie
- Tag
- Narrativa, Temi religiosi, Donne, Narrativa contemporanea, Tensione, Francia, Prosa di guerra, Guerre, Segreti, Adattato in un film, Asia, Novelletti, Matrimonio, Misterioso, Violenza, Lotta per il potere, Afghanistan, Oppressione, Patriarcato, Premio Goncourt, Letteratura afghana
- Prima pubblicazione
- 2008
- Titolo originale
- Syngué sabour. Pierre de patience
- Valutazione
- 3,8 su 5
- Descrizione
- "Uno dei più toccanti atti d'amore e di giustizia per le donne afghane." (Corriere della Sera) Una donna velata siede al capezzale del marito ferito e privo di conoscenza. Accorda il suo respiro su quello dell'uomo, e per la prima volta gli parla. Frammenti di tenerezza, piccoli sogni, illusioni. Poi, a poco a poco, in un fiume liberatorio, tutta la vita le esce di bocca. Pronuncia parole proibite, parole ribelli. Condanna gli uomini e le loro guerre, il fanatismo dei soldati di Allah e la violenza. Osa parlare di religione, di amore e dei piaceri del corpo. Svela piccoli segreti e grandi colpe. Una voce che affiora da secoli di sottomissione e di sofferenza. Incanta, prega, grida. Ritrova se stessa. Ed è, infine, liberata.


