Bookbot

Vivere altrove

Valutazione del libro

Maggiori informazioni sul libro

«"Esistono esperienze, scrive Elias Canetti ne La lingua salvata, che traggono la loro forza dalla situazione di unicità e isolamento in cui vengono a compiersi". Questa esperienza io la feci a Niederhausen. Non era città, non era campagna, non era in una bella valle operosa: era l'ultimo fanalino del mondo». Stabilitasi in Germania alla fine degli anni Cinquanta, per seguire il marito, dirigente d'azienda, Marisa Fenoglio non conosce la disperazione degli emigranti del Sud, spinti dalla necessità del vivere a trovare lavoro al di là delle Alpi. La sua - così la definisce in Vivere altrove - è una emigrazione «privilegiata, facile». Ma non meno lacerante in questo racconto tra autobiografia e romanzo è il senso di sradicamento e la ricerca, mai appagata, dell'appartenenza. «Nessun emigrato conosce alla partenza la portata del suo passo. Il suo sarà un cammino solitario, incontrerà difficoltà che nessuno gli ha predetto, dolori e tristezze che pochi condivideranno. L'emigrazione gli mostrerà sempre la sua vera faccia e a ogni ritorno constaterà quanto poco sappiano coloro che restano di ciò che capita a coloro che sono partiti».

Pubblicazione

Acquisto del libro

Vivere altrove, Marisa Fenoglio

Lingua
Pubblicato
2019
product-detail.submit-box.info.binding
(In brossura)
Ti avviseremo via email non appena lo rintracceremo.

Metodi di pagamento

3,8
Molto buono
29 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Titolo
Vivere altrove
Lingua
Italiano
Editore
RUBBETTINO
Pubblicato
2019
Formato
In brossura
Pagine
196
ISBN10
8849857756
ISBN13
9788849857757
Serie
Valutazione
3,8 su 5
Descrizione
«"Esistono esperienze, scrive Elias Canetti ne La lingua salvata, che traggono la loro forza dalla situazione di unicità e isolamento in cui vengono a compiersi". Questa esperienza io la feci a Niederhausen. Non era città, non era campagna, non era in una bella valle operosa: era l'ultimo fanalino del mondo». Stabilitasi in Germania alla fine degli anni Cinquanta, per seguire il marito, dirigente d'azienda, Marisa Fenoglio non conosce la disperazione degli emigranti del Sud, spinti dalla necessità del vivere a trovare lavoro al di là delle Alpi. La sua - così la definisce in Vivere altrove - è una emigrazione «privilegiata, facile». Ma non meno lacerante in questo racconto tra autobiografia e romanzo è il senso di sradicamento e la ricerca, mai appagata, dell'appartenenza. «Nessun emigrato conosce alla partenza la portata del suo passo. Il suo sarà un cammino solitario, incontrerà difficoltà che nessuno gli ha predetto, dolori e tristezze che pochi condivideranno. L'emigrazione gli mostrerà sempre la sua vera faccia e a ogni ritorno constaterà quanto poco sappiano coloro che restano di ciò che capita a coloro che sono partiti».