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Gli Adelphi - 11: Alce Nero parla

vita di uno stregone dei sioux Oglala

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Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema «visione di potere», compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi. «Alce Nero è tra le più belle affermazioni dei valori spirituali... Riassumere Alce Nero? Per un certo verso ci vuol poco: il santo asceta a nove anni, dopo che strani malanni, impalpabili avvertimenti si sono infittiti su di lui giungendo dal mondo delle invisibili potenze e germinazioni, riceve una stupenda visione: le forze che presiedono alla natura, alla storia e al superamento e della natura e della storia gli si palesano sotto il velame di una coreografia che non potrebbe certo arridere ad una fantasia esclusivamente umana. Al paragone l’Apocalissi è più arida, emblematizzante. Un ritmo potente... scandisce le solenni parole rintuonanti fra giogaie di monti, le apparizioni di antenati primordiali, di sacri cavalli caracollanti, di altri misteriosi animali» (Elémire Zolla).

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Gli Adelphi - 11: Alce Nero parla, John G. Neihardt

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Pubblicato
1990
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(In brossura)
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Sottotitolo
vita di uno stregone dei sioux Oglala
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
1990
Formato
In brossura
Pagine
280
ISBN10
8845907562
ISBN13
9788845907562
Serie
Prima pubblicazione
1966
Titolo originale
Black Elk Speaks
Valutazione
4,1 su 5
Descrizione
Vecchio stregone Sioux, Alce Nero racconta il periodo più tragico della storia del suo popolo e ci trasmette la sua estrema «visione di potere», compendio di una sapienza che sfugge ai persecutori bianchi. «Alce Nero è tra le più belle affermazioni dei valori spirituali... Riassumere Alce Nero? Per un certo verso ci vuol poco: il santo asceta a nove anni, dopo che strani malanni, impalpabili avvertimenti si sono infittiti su di lui giungendo dal mondo delle invisibili potenze e germinazioni, riceve una stupenda visione: le forze che presiedono alla natura, alla storia e al superamento e della natura e della storia gli si palesano sotto il velame di una coreografia che non potrebbe certo arridere ad una fantasia esclusivamente umana. Al paragone l’Apocalissi è più arida, emblematizzante. Un ritmo potente... scandisce le solenni parole rintuonanti fra giogaie di monti, le apparizioni di antenati primordiali, di sacri cavalli caracollanti, di altri misteriosi animali» (Elémire Zolla).