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Oscar Classici - 202: La Mandragola, Belfagor e Lettere

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  • 132pagine
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Massima espressione della commedia italiana del Rinascimento e composta da Machiavelli nel periodo del forzato esilio da Firenze, La Mandragola ruota attorno al tema della beffa. Tema essenzialmente rinascimentale, che qui si fa spietata condanna dell'ipocrisia e della corruzione di una società in cui sembra non esservi spazio per l'innocenza. Costruita come una perfetta macchina teatrale, come un impeccabile congegno di comicità libertina, la commedia si muove in realtà in una luce di livida amarezza in cui la comicità si fa sarcasmo, aspra accusa, spietata irrisione. Di ciò è mirabile espressione Lucrezia, personaggio femminile di singolare modernità, la donna innocente corrotta dalla sensualità di Callimaco, dallo sciocco e spietato egoismo del marito, dall'ipocrisia del confessore, e che finirà per assumere, come una rivendicazione di indipendenza, la colpa a cui è stata costretta.

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Oscar Classici - 202: La Mandragola, Belfagor e Lettere, Mario Bonfantini, Niccolò Machiavelli

Lingua
Pubblicato
1991
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(In brossura)
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Titolo
Oscar Classici - 202: La Mandragola, Belfagor e Lettere
Lingua
Italiano
Editore
Mondadori
Pubblicato
1991
Formato
In brossura
Pagine
132
ISBN10
8804342609
ISBN13
9788804342601
Serie
Valutazione
3,35 su 5
Descrizione
Massima espressione della commedia italiana del Rinascimento e composta da Machiavelli nel periodo del forzato esilio da Firenze, La Mandragola ruota attorno al tema della beffa. Tema essenzialmente rinascimentale, che qui si fa spietata condanna dell'ipocrisia e della corruzione di una società in cui sembra non esservi spazio per l'innocenza. Costruita come una perfetta macchina teatrale, come un impeccabile congegno di comicità libertina, la commedia si muove in realtà in una luce di livida amarezza in cui la comicità si fa sarcasmo, aspra accusa, spietata irrisione. Di ciò è mirabile espressione Lucrezia, personaggio femminile di singolare modernità, la donna innocente corrotta dalla sensualità di Callimaco, dallo sciocco e spietato egoismo del marito, dall'ipocrisia del confessore, e che finirà per assumere, come una rivendicazione di indipendenza, la colpa a cui è stata costretta.