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Il destino di scrittore di Budd Schulberg si intreccia con una scabra epopea dell’America amara. Figlio del tycoon della Paramount e prediletto di Hollywood, ha dato vita a capolavori come Il colosso d’argilla e Fronte del porto, ma è anche un comunista colpito dal maccartismo. Spesso ha scelto Hollywood come osservatorio ideale, esplorando i retrobottega degli studios, simboli di una leggenda americana frenetica e impietosa. In questo contesto, Schulberg ha dedicato due romanzi a questa dualità. Il primo, Perché corre Sammy?, narra la nascita della leggenda attraverso un piccolo fattorino ebreo che diventa un potente produttore, sacrificando la sua umanità per l’ambizione. Il secondo, I disincantati, esplora la morte di una leggenda. Qui, un grande scrittore dimenticato, travolto dalla crisi del ’29, si lascia umiliare in un ultimo misero lavoro da sceneggiatore. L’opera di Schulberg è intrisa di autobiografia, e I disincantati è segnato dall’incontro reale con Francis Scott Fitzgerald, osservato mentre si consuma. Nel 1939, un produttore avverte Schulberg che Fitzgerald sta lavorando sulla sua sceneggiatura, rivelando che la leggenda è ancora viva, ma in una condizione di decadimento.
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La memoria - 714: I disincantati, Budd Schulberg, Giuseppe Scaraffìa, Vincenzo Mantovani
- Lingua
- Pubblicato
- 2007
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- (In brossura)
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- Titolo
- La memoria - 714: I disincantati
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Sellerio Editore Palermo
- Pubblicato
- 2007
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 611
- ISBN10
- 8838921679
- ISBN13
- 9788838921674
- Serie
- Valutazione
- 3,5 su 5
- Descrizione
- Il destino di scrittore di Budd Schulberg si intreccia con una scabra epopea dell’America amara. Figlio del tycoon della Paramount e prediletto di Hollywood, ha dato vita a capolavori come Il colosso d’argilla e Fronte del porto, ma è anche un comunista colpito dal maccartismo. Spesso ha scelto Hollywood come osservatorio ideale, esplorando i retrobottega degli studios, simboli di una leggenda americana frenetica e impietosa. In questo contesto, Schulberg ha dedicato due romanzi a questa dualità. Il primo, Perché corre Sammy?, narra la nascita della leggenda attraverso un piccolo fattorino ebreo che diventa un potente produttore, sacrificando la sua umanità per l’ambizione. Il secondo, I disincantati, esplora la morte di una leggenda. Qui, un grande scrittore dimenticato, travolto dalla crisi del ’29, si lascia umiliare in un ultimo misero lavoro da sceneggiatore. L’opera di Schulberg è intrisa di autobiografia, e I disincantati è segnato dall’incontro reale con Francis Scott Fitzgerald, osservato mentre si consuma. Nel 1939, un produttore avverte Schulberg che Fitzgerald sta lavorando sulla sua sceneggiatura, rivelando che la leggenda è ancora viva, ma in una condizione di decadimento.


