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La prigioniera del silenzio

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  • 427pagine
  • 15 ore di lettura

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Già dalle prime pagine sono colpito dalla perfetta ricostruzione storica del periodo e mi ritrovo nella Venezia del milletrecento senza alcuno sforzo. Mobilia, abiti e oggetti di uso comune si rivestono come per magia di vocaboli ormai dimenticati, ma non solo: è il tessuto urbanistico stesso della città a dispiegarsi davanti ai miei occhi con la toponomastica del tempo. Confesso a me stesso una certa meraviglia, queste non sono certo informazioni tratte da Wikipedia... Con una punta d'invidia mi chiedo a quali fonti l'autrice abbia attinto per una documentazione così accurata e solo quando giungerò alla postfazione potrò almeno in parte soddisfare la mia curiosità (in parte, perché un autore non svela mai tutte le sue fonti...).Ma se la dettagliata rievocazione storica aiuta a portare il lettore in scena e lo mette a suo agio, da sola non può certo bastare per costruire un romanzo. Serve un intreccio a questo punto, ed eccolo servito. La vicenda si svolge nell'arco di ventuno anni, fra il 1327 e il 1348, e racconta la storia di due madri costrette a rinunciare ai propri figli, frutto di altrettante gravidanze indesiderate. L'autrice ci racconta le loro peripezie in una società in cui era l'uomo a dettare legge. Una società, a ben guardare, non esente dagli stessi mali che affliggono quella odierna: se infatti gli obiettivi sono diversi, la cupidigia, la brama di potere e il desiderio di prevaricazione sembrano molto simili a quelli dell'uomo del terzo millennio. I drammatici eventi che segnarono Venezia all'inizio del 1348, il terremoto seguito da un devastante maremoto e l'epidemia di peste che falcidiò la popolazione, innescano una reazione a catena che sconvolge anche la vita dei protagonisti. Giulia e Nicoleta si faranno largo fra le macerie reali e quelle delle loro esistenze e scopriranno che il sentimento materno è più forte delle convenzioni e delle regole imposte dall'uomo.Una prosa brillante e una trama avvincente, davvero un'ottima lettura.

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La prigioniera del silenzio, Valeria Montaldi

Lingua
Pubblicato
2013
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(Copertina rigida),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
5,49 €

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Titolo
La prigioniera del silenzio
Lingua
Italiano
Editore
Rizzoli
Pubblicato
2013
Formato
Copertina rigida
Pagine
427
ISBN10
8817065757
ISBN13
9788817065757
Serie
Descrizione
Già dalle prime pagine sono colpito dalla perfetta ricostruzione storica del periodo e mi ritrovo nella Venezia del milletrecento senza alcuno sforzo. Mobilia, abiti e oggetti di uso comune si rivestono come per magia di vocaboli ormai dimenticati, ma non solo: è il tessuto urbanistico stesso della città a dispiegarsi davanti ai miei occhi con la toponomastica del tempo. Confesso a me stesso una certa meraviglia, queste non sono certo informazioni tratte da Wikipedia... Con una punta d'invidia mi chiedo a quali fonti l'autrice abbia attinto per una documentazione così accurata e solo quando giungerò alla postfazione potrò almeno in parte soddisfare la mia curiosità (in parte, perché un autore non svela mai tutte le sue fonti...).Ma se la dettagliata rievocazione storica aiuta a portare il lettore in scena e lo mette a suo agio, da sola non può certo bastare per costruire un romanzo. Serve un intreccio a questo punto, ed eccolo servito. La vicenda si svolge nell'arco di ventuno anni, fra il 1327 e il 1348, e racconta la storia di due madri costrette a rinunciare ai propri figli, frutto di altrettante gravidanze indesiderate. L'autrice ci racconta le loro peripezie in una società in cui era l'uomo a dettare legge. Una società, a ben guardare, non esente dagli stessi mali che affliggono quella odierna: se infatti gli obiettivi sono diversi, la cupidigia, la brama di potere e il desiderio di prevaricazione sembrano molto simili a quelli dell'uomo del terzo millennio. I drammatici eventi che segnarono Venezia all'inizio del 1348, il terremoto seguito da un devastante maremoto e l'epidemia di peste che falcidiò la popolazione, innescano una reazione a catena che sconvolge anche la vita dei protagonisti. Giulia e Nicoleta si faranno largo fra le macerie reali e quelle delle loro esistenze e scopriranno che il sentimento materno è più forte delle convenzioni e delle regole imposte dall'uomo.Una prosa brillante e una trama avvincente, davvero un'ottima lettura.