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Guerra è pace

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  • 198pagine
  • 7 ore di lettura

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«Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.» Sono queste le parole che Arundhati Roy dedica a una sua amica e che riassumono perfettamente lo spirito, la sensibilità, l’intelligenza critica e il dolore del cuore che attraversano le pagine di <i>Guerra è pace</i>. Pagine dedicate agli ultimi eventi che hanno sconvolto il mondo intero: l’attacco dell’11 settembre alle Twin Towers di New York e la risposta americana del 7 ottobre che «ha oscurato l’Afghanistan». Ma la sua voce forte, polemica, piena di rabbia ma anche di compassione per le vittime, di qualunque bandiera e religione, si leva anche per condannare in modo lucido e documentato i rischi della globalizzazione dell’economia mondiale; della privatizzazione delle risorse energetiche; del divario tra Oriente e Occidente; della guerra nucleare che avrà un solo nemico, la terra stessa i cui elementi – l’aria, la terra, il vento e l’acqua – «si volgeranno tutti contro di noi. La loro collera sarà tremenda». Infine Arundhati Roy (che in questi anni ha svolto un’intensa attività politica, per la quale rischia una pesante condanna da parte delle autorità indiane) ci esorta a riprendere in mano il nostro futuro, a non delegarlo agli esperti, ricordandoci che «tutti siamo coinvolti perché esseri umani».

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Guerra è pace, Arundhatí Roy

Lingua
Pubblicato
2002
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Guerra è pace
Lingua
Italiano
Editore
Guanda
Pubblicato
2002
Formato
In brossura
Pagine
198
ISBN10
8882464474
ISBN13
9788882464479
Serie
Descrizione
«Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.» Sono queste le parole che Arundhati Roy dedica a una sua amica e che riassumono perfettamente lo spirito, la sensibilità, l’intelligenza critica e il dolore del cuore che attraversano le pagine di <i>Guerra è pace</i>. Pagine dedicate agli ultimi eventi che hanno sconvolto il mondo intero: l’attacco dell’11 settembre alle Twin Towers di New York e la risposta americana del 7 ottobre che «ha oscurato l’Afghanistan». Ma la sua voce forte, polemica, piena di rabbia ma anche di compassione per le vittime, di qualunque bandiera e religione, si leva anche per condannare in modo lucido e documentato i rischi della globalizzazione dell’economia mondiale; della privatizzazione delle risorse energetiche; del divario tra Oriente e Occidente; della guerra nucleare che avrà un solo nemico, la terra stessa i cui elementi – l’aria, la terra, il vento e l’acqua – «si volgeranno tutti contro di noi. La loro collera sarà tremenda». Infine Arundhati Roy (che in questi anni ha svolto un’intensa attività politica, per la quale rischia una pesante condanna da parte delle autorità indiane) ci esorta a riprendere in mano il nostro futuro, a non delegarlo agli esperti, ricordandoci che «tutti siamo coinvolti perché esseri umani».