Il visconte dimezzato
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In una guerra tra Austria e Turchia, il visconte Medardo di Terralba viene colpito da una cannonata turca in pieno petto e torna a casa dimezzato. Questo truculento inizio dà l’avvio a una fiaba cadenzata come un balletto, nella quale attorno al mezzo-visconte si muovono e s’affannano sudditi più dimezzati di lui. È una fantasia paga del fuoco di fila delle sue trovate, questa di Calvino, o una pensosa allegoria della condizione dell’uomo contemporaneo sempre «alienato», mutilato, impossibilitato a raggiungere l’integrità, la completezza? Le invenzioni di Calvino sono aperte sempre a molti significati, e pur tali da poter essere gustate in se stesse: questa del Visconte dimezzato (1952) come quelle del Barone rampante (1957) e del Cavaliere inesistente (1959).



