Gli autori di questo libro, magistralmente illustrato, hanno svolto uno studio attento e minuzioso, depurando la realtà dalla superstizione e ci rivelano che ci sono fate assai diverse fra loro: ci sono quelle delle acque, quelle dei fiori e quelle degli alberi e ci sono elfi, folletti verdi e coboldi. Di tutte queste creature meravigliose vengono descritti i modi di vivere, le dimore, i passatempi, i capricci, gli scherzi. Un libro che ci fa entrare nel mondo incantato di magiche e incredibili creature.
Gaspare Bona Libri



Biblioteca Adelphi - 294: Intransigenze
- 394pagine
- 14 ore di lettura
Nabokov detestava le interviste, ma, con la sua crescente celebrità, non poté evitarle. I giornalisti diventavano un pretesto per una straordinaria reinvenzione, in cui cercava di eliminare ogni traccia di spontaneità e apparente conversazione. Il risultato era una sorta di concrezione madreporica, in cui si accumulavano le intransigenze dello scrittore, le sue reazioni ai grandi temi e alle sciocchezze del momento. Fin dalla Prefazione, Nabokov dichiara: «Penso come un genio, scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino», un’introduzione alle sue provocazioni che spaziano dalla letteratura all’arte, dalla politica alla psicoanalisi. I bersagli delle sue critiche sono innumerevoli, con pochi che si salvano. Tra questi ci sono Joyce, Kafka, Pushkin e Tolstoj, mentre Dostoevskij, Balzac, D.H. Lawrence e Sartre subiscono il suo sarcasmo. Molte delle sue provocazioni, oggi, appaiono chiaroveggenti. Anche quando esagera, Nabokov ci offre rivelazioni che una visione equilibrata ignora, svelando, pagina dopo pagina, tratti e momenti della sua vita in una sorta di obliqua autobiografia.
"A suo avviso, per essere un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, ha risolto il problema del sesso piuttosto bene". È la prima frase di "Vergogna", e chi la pronuncia, il professor David Lurie, quel problema non l'ha risolto affatto. Non a caso, una sera Lurie invita a casa sua una studentessa e la seduce. Costretto a lasciare la professione, Lurie si rifugia da sua figlia, in campagna. Qui potrebbe trovare la pace, e invece trova altra violenza, quella che tre sconosciuti esercitano sulla ragazza. Lurie vorrebbe denunciarli, ma sua figlia si oppone, sostenendo che il pericolo con cui i bianchi convivono è il prezzo da pagare per avere diritto alla terra.