Gli autori di questo libro, magistralmente illustrato, hanno svolto uno studio attento e minuzioso, depurando la realtà dalla superstizione e ci rivelano che ci sono fate assai diverse fra loro: ci sono quelle delle acque, quelle dei fiori e quelle degli alberi e ci sono elfi, folletti verdi e coboldi. Di tutte queste creature meravigliose vengono descritti i modi di vivere, le dimore, i passatempi, i capricci, gli scherzi. Un libro che ci fa entrare nel mondo incantato di magiche e incredibili creature.
Nabokov detestava le interviste, ma, con la sua crescente celebrità, non poté evitarle. I giornalisti diventavano un pretesto per una straordinaria reinvenzione, in cui cercava di eliminare ogni traccia di spontaneità e apparente conversazione. Il risultato era una sorta di concrezione madreporica, in cui si accumulavano le intransigenze dello scrittore, le sue reazioni ai grandi temi e alle sciocchezze del momento. Fin dalla Prefazione, Nabokov dichiara: «Penso come un genio, scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino», un’introduzione alle sue provocazioni che spaziano dalla letteratura all’arte, dalla politica alla psicoanalisi. I bersagli delle sue critiche sono innumerevoli, con pochi che si salvano. Tra questi ci sono Joyce, Kafka, Pushkin e Tolstoj, mentre Dostoevskij, Balzac, D.H. Lawrence e Sartre subiscono il suo sarcasmo. Molte delle sue provocazioni, oggi, appaiono chiaroveggenti. Anche quando esagera, Nabokov ci offre rivelazioni che una visione equilibrata ignora, svelando, pagina dopo pagina, tratti e momenti della sua vita in una sorta di obliqua autobiografia.
"Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere risolto il problema del sesso piuttosto bene. Ma forse non è così, se una sera David Laurie, insegnante alla Cape Town University, invita un'allieva a bere qualcosa, poi a mangiare un boccone, e infine a passare la notte con lui. Una notte che non resta isolata, che finisce per diventare una storia: con un inizio in cui il professore dirige il gioco e l'allieva pare subirlo, uno svolgimento in cui l'allieva prende le redini e il professore si lascia guidare, un finale in cui il professore viene denunciato dall'allieva - e dalla sua famiglia - per molestie. Allontanato dall'università, David chiede ospitalità a sua figlia Lucy, nella parte orientale della Provincia del Capo, in campagna, dove la convivenza tra diverse etnie, diverse tradizioni, diversi Sudafrica è aspra come la terra che Lucy coltiva. David tenta di adeguarsi alla nuova vita: dà una mano nei campi, aiuta una conoscente alla clinica veterinaria. Vincitore del Booker Prize 1999.