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- 160pagine
- 6 ore di lettura
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Solo i «consumatori» della cultura — scrisse Gabriel Marcel nella prefazione all'edizione francese — potrebbero scambiare questo libro per un'ulteriore e ormai tardiva testimonianza sui campi di concentramento. C'è molto di più: avendo vissuto personalmente l'estrema abiezione dei Lager, l'autore insegna che se vivere è sofferenza, sopravvivere è trovare il senso di questa sofferenza. È questa l'esperienza che lo condusse alla scoperta della logoterapia, il trattamento psicoterapeutico che l'ha reso famoso in tutto il mondo. Frankl, credente e ottimista, che a sedici anni interessò Freud, il quale ne pubblicò un saggio sul Giornale internazionale di psicanalisi, con olfatto sano annusa il senso della vita anche là dove lo si nega, e invita a vincere nell'oggi, insieme con il relativismo ideologico assolutista, che è stato il «male del secolo XX», ogni cieco determinismo scientifico-naturale, difendendo la libertà umana in una splendida fenomenologia dell'amore. Di una felicità narrativa quasi insospettabile in uno psichiatra, il libro è stato tradotto in tutto il mondo (oltre 10 milioni di copie vendute) ed è stato dichiarato per quattro volte libro dell'anno dalle università degli Stati Uniti.
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Uno psicologo nei lager, Viktor Emil Frankl
- Lingua
- Pubblicato
- 2012
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- (In brossura)
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- Titolo
- Uno psicologo nei lager
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Viktor Emil Frankl
- Editore
- Ares
- Pubblicato
- 2012
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 160
- ISBN10
- 8881555581
- ISBN13
- 9788881555581
- Serie
- Tag
- Saggistica, Scienze sociali, Storie vere, Biografie, Temi psicologici, Tematica filosofica, Filosofia, Psicologia, Autobiografie e memorie, Memorie, Ebrei, Olocausto, Libertà, Campi di Concentramento, Ricerca del senso della vita, Fascismo, Auschwitz (campo di concentramento), Psicologia della personalità, Psichiatri, Logoterapia
- Prima pubblicazione
- 1946
- Titolo originale
- Trotzdem ja zum Leben sagen: Ein Psycholog erlebt das Konzentrationslager
- Valutazione
- 4,4 su 5
- Descrizione
- Solo i «consumatori» della cultura — scrisse Gabriel Marcel nella prefazione all'edizione francese — potrebbero scambiare questo libro per un'ulteriore e ormai tardiva testimonianza sui campi di concentramento. C'è molto di più: avendo vissuto personalmente l'estrema abiezione dei Lager, l'autore insegna che se vivere è sofferenza, sopravvivere è trovare il senso di questa sofferenza. È questa l'esperienza che lo condusse alla scoperta della logoterapia, il trattamento psicoterapeutico che l'ha reso famoso in tutto il mondo. Frankl, credente e ottimista, che a sedici anni interessò Freud, il quale ne pubblicò un saggio sul Giornale internazionale di psicanalisi, con olfatto sano annusa il senso della vita anche là dove lo si nega, e invita a vincere nell'oggi, insieme con il relativismo ideologico assolutista, che è stato il «male del secolo XX», ogni cieco determinismo scientifico-naturale, difendendo la libertà umana in una splendida fenomenologia dell'amore. Di una felicità narrativa quasi insospettabile in uno psichiatra, il libro è stato tradotto in tutto il mondo (oltre 10 milioni di copie vendute) ed è stato dichiarato per quattro volte libro dell'anno dalle università degli Stati Uniti.


