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Il venticinque settembre milleduecentosessentaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salí in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all'orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs... Fantasmagoria linguistica costruita su sfolgoranti giochi di parole, calembours e citazioni erudite, I fiori blu è la piú imprevedibile e pirotecnica opera di Raymond Queneau: «Appena presi a leggere il romanzo - racconta Italo Calvino - pensai subito: "È intraducibile!"... ma il libro cercava di coinvolgermi... mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida».

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I fiori blu, Raymond Queneau, Italo Calvino

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1995
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
1995
Formato
In brossura
Pagine
277
ISBN10
8806139843
ISBN13
9788806139841
Serie
Prima pubblicazione
1965
Titolo originale
Les Fleurs bleues
Valutazione
4,15 su 5
Descrizione
Il venticinque settembre milleduecentosessentaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salí in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all'orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs... Fantasmagoria linguistica costruita su sfolgoranti giochi di parole, calembours e citazioni erudite, I fiori blu è la piú imprevedibile e pirotecnica opera di Raymond Queneau: «Appena presi a leggere il romanzo - racconta Italo Calvino - pensai subito: "È intraducibile!"... ma il libro cercava di coinvolgermi... mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida».