Un classico della letteratura contemporanea da leggere addolutamente
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La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. È il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del Novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo. Zeno Cosini, seguendo il consiglio del suo psicoanalista, ha un'ultima arma per vincere l'inarrestabile "malattia" che lo perseguita da anni: l'inettitudine alla vita. Deve raccontare la storia della propria esistenza attraverso le tappe salienti che ne hanno scandito il corso: il rapporto col padre, il vizio del fumo, il matrimonio e il tradimento, il lavoro. Alla radice del disagio di Zeno c'è la sua personalità abulica, incapace di aderire al mondo e di affrontare la realtà. Con La coscienza di Zeno la psicanalisi e l'inconscio irrompono per la prima volta nella narrativa italiana, scardinando con ironia corrosiva il personaggio, interiorizzando la vicenda e decretando l'avvento degli eroi negativi nel romanzo moderno.
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La coscienza di Zeno, Italo Svevo, Angela Cerinotti, Davide Sala
- Lingua
- Pubblicato
- 1993
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- (In brossura)
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- Titolo
- La coscienza di Zeno
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Italo Svevo, Angela Cerinotti, Davide Sala
- Editore
- Demetra
- Pubblicato
- 1993
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 335
- ISBN10
- 884401162X
- ISBN13
- 9788844011628
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Storie vere, Biografie, Umorismo, Amore, Classici, Autobiografie e memorie, XX Secolo, Europa Meridionale, Italia, Matrimonio, Letteratura Italiana, Romanzi psicologici, Psychoanalisi, Colpa, Eredità, Infedeltà, Fumare, Trieste, Neurosi
- Prima pubblicazione
- 1923
- Titolo originale
- La Coscienza di Zeno
- Valutazione
- 3,9 su 5
- Descrizione
- La storia di Zeno Cosini, inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga, gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile. È il capolavoro di Svevo, la prima storia italiana dove entra prepotentemente in scena la psicanalisi come coprotagonista; forse il più grande romanzo del Novecento italiano e uno dei maggiori della letteratura europea di questo secolo. Zeno Cosini, seguendo il consiglio del suo psicoanalista, ha un'ultima arma per vincere l'inarrestabile "malattia" che lo perseguita da anni: l'inettitudine alla vita. Deve raccontare la storia della propria esistenza attraverso le tappe salienti che ne hanno scandito il corso: il rapporto col padre, il vizio del fumo, il matrimonio e il tradimento, il lavoro. Alla radice del disagio di Zeno c'è la sua personalità abulica, incapace di aderire al mondo e di affrontare la realtà. Con La coscienza di Zeno la psicanalisi e l'inconscio irrompono per la prima volta nella narrativa italiana, scardinando con ironia corrosiva il personaggio, interiorizzando la vicenda e decretando l'avvento degli eroi negativi nel romanzo moderno.






































