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Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di "ozio e sangue", di "fango e cognac". Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.
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Un anno sull'altipiano, Emilio Lussu
- Lingua
- Pubblicato
- 2014
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- (In brossura),
- Condizioni del libro
- In buone condizioni
- Prezzo
- 6,49 €
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- Titolo
- Un anno sull'altipiano
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Emilio Lussu
- Editore
- Einaudi tascabili. Scrittori
- Pubblicato
- 2014
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 215
- ISBN10
- 8806219170
- ISBN13
- 9788806219178
- Serie
- Tag
- Saggistica, Storia, Storie vere, Biografie, Autobiografie e memorie, Storia Militare, Guerre, Italia, Europa Meridionale, Letteratura Italiana, Austria, Prima guerra mondiale (1914–1918), Inverno, freddo, Romanzi autobiografici, Sardegna
- Valutazione
- 4,05 su 5
- Descrizione
- Scritto nel 1936, apparso per la prima volta in Francia nel '38 e poi da Einaudi nel 1945, questo libro è ancora oggi una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra. L'Altipiano è quello di Asiago, l'anno dal giugno 1916 al luglio 1917. Un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie assurde volute da comandanti imbevuti di retorica patriottica e di vanità, di episodi spesso tragici e talvolta grotteschi, attraverso i quali la guerra viene rivelata nella sua dura realtà di "ozio e sangue", di "fango e cognac". Con uno stile asciutto e a tratti ironico Lussu mette in scena una spietata requisitoria contro l'orrore della guerra senza toni polemici, descrivendo con forza e autenticità i sentimenti dei soldati, i loro drammi, gli errori e le disumanità che avrebbero portato alla disfatta di Caporetto.






