Il rapporto con se stessi e con gli altri raccontato magistralmente da Pirandello.
Maggiori informazioni sul libro
«Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente». Ha inizio così l’odissea di Vitangelo Moscarda, quando un commento distratto della moglie lo inchioda a una tremenda verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come ci vediamo noi stessi. Tra gli esiti più nuovi della letteratura del Novecento, l’ultimo romanzo di Pirandello è la storia di un “naufragio dell’esistenza”: in seguito al cortocircuito iniziale, il protagonista arriva ad accettare l’incompletezza di sé attraverso la via della rinuncia e della solitudine, fino all’abbandono definitivo di ogni coesione interna, fino alla follia. Come ebbe a dire l’autore stesso, dei suoi romanzi Uno, nessuno e centomila è il «più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita».
Acquisto del libro
Uno, nessuno e centomila, Luigi Pirandello
- Lingua
- Pubblicato
- 2013
- product-detail.submit-box.info.binding
- (In brossura)
Metodi di pagamento
- Titolo
- Uno, nessuno e centomila
- Sottotitolo
- Edizione integrale
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Luigi Pirandello
- Editore
- Newton Compton
- Pubblicato
- 2013
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 128
- ISBN10
- 8854152587
- ISBN13
- 9788854152588
- Serie
- Prima pubblicazione
- 1926
- Titolo originale
- Uno, nessuno e centomila
- Valutazione
- 4,05 su 5
- Descrizione
- «Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente». Ha inizio così l’odissea di Vitangelo Moscarda, quando un commento distratto della moglie lo inchioda a una tremenda verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come ci vediamo noi stessi. Tra gli esiti più nuovi della letteratura del Novecento, l’ultimo romanzo di Pirandello è la storia di un “naufragio dell’esistenza”: in seguito al cortocircuito iniziale, il protagonista arriva ad accettare l’incompletezza di sé attraverso la via della rinuncia e della solitudine, fino all’abbandono definitivo di ogni coesione interna, fino alla follia. Come ebbe a dire l’autore stesso, dei suoi romanzi Uno, nessuno e centomila è il «più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita».


























