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Viaggio al termine della notte

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  • 479pagine
  • 17 ore di lettura

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Pubblicato nel 1932, questo libro autobiografico esplora temi di sradicamento, rivolta e sarcasmo, ed è considerato un classico della narrativa europea del Novecento. L'opera suscitò clamore e scandalo, alimentando un'aura di "maledettismo" attorno al protagonista e all'autore, grazie alla disturbante verità che attraversa il testo. Il viaggio del medico Bardamu, che si sposta dalla prima guerra mondiale all'Africa coloniale, dall'America fordista alla Parigi dei poveri, mette in luce le miserie individuali e quelle più gravi della società. In questo contesto, i valori morali perdono significato, e la distinzione tra bene e male diventa labile. Il duro sfruttamento nelle colonie francesi si riflette nel capitalismo americano, mentre la povertà è una costante comune. La legge della sopravvivenza costringe a scelte spesso disgustose e aberranti. Tuttavia, da questo materiale tragico emergono situazioni di esilarante comicità, in un mix di dolore e riso sostenuto da una scrittura originale, caratterizzata da ritmo sincopato e linguaggio colloquiale. Termini gergali e distorsioni sintattiche si intrecciano a momenti di straordinaria bellezza, creando un "miracolo" espressivo che segna la grande letteratura.

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Viaggio al termine della notte, Louis Ferdinand Céline, Ernesto Ferrero

Lingua
Pubblicato
2002
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(Copertina rigida)
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Lingua
Italiano
Formato
Copertina rigida
Pagine
479
ISBN10
8496075788
ISBN13
9788496075788
Serie
Prima pubblicazione
1932
Titolo originale
Voyage au bout de la nuit
Valutazione
4,25 su 5
Descrizione
Pubblicato nel 1932, questo libro autobiografico esplora temi di sradicamento, rivolta e sarcasmo, ed è considerato un classico della narrativa europea del Novecento. L'opera suscitò clamore e scandalo, alimentando un'aura di "maledettismo" attorno al protagonista e all'autore, grazie alla disturbante verità che attraversa il testo. Il viaggio del medico Bardamu, che si sposta dalla prima guerra mondiale all'Africa coloniale, dall'America fordista alla Parigi dei poveri, mette in luce le miserie individuali e quelle più gravi della società. In questo contesto, i valori morali perdono significato, e la distinzione tra bene e male diventa labile. Il duro sfruttamento nelle colonie francesi si riflette nel capitalismo americano, mentre la povertà è una costante comune. La legge della sopravvivenza costringe a scelte spesso disgustose e aberranti. Tuttavia, da questo materiale tragico emergono situazioni di esilarante comicità, in un mix di dolore e riso sostenuto da una scrittura originale, caratterizzata da ritmo sincopato e linguaggio colloquiale. Termini gergali e distorsioni sintattiche si intrecciano a momenti di straordinaria bellezza, creando un "miracolo" espressivo che segna la grande letteratura.