Un gatto scomparso e la telefonata di una sconosciuta sono sufficienti a rovesciare la vita di un giovane disoccupato in un turbine di avventure. E lo spazio limitato del suo quotidiano diviene il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono.
Un giovane agente pubblicitario, abbandonato dalla moglie che lo trova «noioso», vede sconvolta la sua rassicurante monotonia da un compito bizzarro e quasi impossibile che gli viene affidato da un losco individuo: deve ritrovare una pecora. Ha poco tempo e non può rifiutare. Unico indizio: la pecora ha una macchia a forma di stella sulla schiena. Inizia cosí un'avventura lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale, accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali. Nel segno della pecora è il romanzo che definisce la poetica di Murakami: uno scenario onirico in cui il quotidiano diventa surreale, scandito da una playlist di capolavori della musica, alla ricerca di un ovino ma in realtà di un senso della vita. C'è un posto per la pecora di Murakami in una ipotetica «arca letteraria», insieme allo scarafaggio di Kafka, i maiali di Orwell, l'elefante di Saramago e Moby Dick.
Una riflessione sul talento, sulla creatività e più in generale sulla condizione umana; l'autoritratto di uno scrittore-maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza - dei propri limiti come delle proprie capacità -, di maniacale disciplina nel sottoporre il proprio fisico al duro esercizio della corsa; e non da ultimo la sorpresa di scoprire che un autore celebrato per la potenza della sua fantasia sia in realtà una natura estremamente metodica, ordinata, agli antipodi dello stereotipo dell'artista tutto «genio e sregolatezza».
E se un demone dalle fattezze femminili facesse di tutto per venire a letto con noi? E se un marito decidesse di diventare amico dell'amante della moglie? E se Gregor Samsa si svegliasse una mattina trasformato in un essere umano? Che cosa strana l'amore degli uomini, e quali vie trova Murakami per arrivare dritto al cuore dei lettori, intrecciando a ogni pagina il fantastico che irrompe nel quotidiano con la nostalgia per ciò che non è stato. L'inafferrabile verità, sembra volerci dire, è che le donne «offrono un tempo speciale che annulla la realtà, pur restandovi immerse». Per questo gli uomini, senza di loro, si sentono persi. Sette storie d'amore e di mistero. Perché d'amore e mistero è fatta la vita, e nessuno sa raccontarla come Murakami Haruki.
Dall'autrice di Norwegian Wood e Hard-Boiled Wonderland and the End of the World, arriva una toccante storia d'amore e di ricerca, che celebra i libri e le biblioteche che li ospitano. Quando la fidanzata di un giovane scompare misteriosamente, lui è distrutto e determinato a trovare la città immaginaria in cui crede che sia andata. Questa ricerca che dura una vita lo conduce verso la mezza età e un lavoro in una biblioteca remota, piena di propri misteri. Si muove tra il mondo reale e una città senza ombre, dove vagano unicorni e crescono salici. Lì, scopre la sua amata che lavora in una biblioteca da sogno, ma lei non ha memoria del loro passato insieme. Mentre le stagioni cambiano e l'uomo si confronta con le linee sfocate tra questi due mondi, deve affrontare ciò che è disposto a sacrificare. Questa narrazione funge da parabola per i nostri tempi, esplorando temi di amore, perdita e il potere trasformativo delle storie.
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti nō nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il «maestro delle latrine», accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna... Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. È anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.
A deeply personal, intimate conversation about music and writing between the internationally acclaimed, best-selling author and his close friend, the former conductor of the Boston Symphony Orchestra. Haruki Murakami's passion for music runs deep. Before turning his hand to writing, he ran a jazz club in Tokyo, and from The Beatles' Norwegian Wood to Franz Liszt's Years of Pilgrimage, the aesthetic and emotional power of music permeates every one of his much-loved books. Now, in Absolutely on Music, Murakami fulfills a personal dream, sitting down with his friend, acclaimed conductor Seiji Ozawa, to talk, over a period of two years, about their shared interest. Transcribed from lengthy conversations about the nature of music and writing, here they discuss everything from Brahms to Beethoven, from Leonard Bernstein to Glenn Gould, from record collecting to pop-up orchestras, and much more. Ultimately this book gives readers an unprecedented glimpse into the minds of the two maestros. It is essential reading for book and music lovers everywhere.
Un ragazzo viene chiuso nel sotterraneo di una biblioteca da un malvagio vecchietto e un misterioso uomo-pecora lo obbliga a imparare a memoria tre tomi sulla tassazione nell'Impero ottomano: il surreale universo di Murakami Haruki come non lo avete mai visto. Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po' strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell'impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l'aspetta un altro bibliotecario, ancora più bizzarro della prima: "aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt'intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio". E davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l'uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta...
Dopo più di quattro anni dall'uscita del suo ultimo romanzo, Haruki Murakami presenta una nuova raccolta di racconti, intitolata Prima persona singolare. L'autore torna a scrivere in prima persona, un elemento che lo ha caratterizzato a lungo, e si confronta con temi e stili che richiamano le sue origini. La raccolta comprende otto testi che esplorano la vita studentesca degli anni '60, l'amore per il jazz e l'ammirazione per i Beatles, con riferimenti a racconti precedenti come Drive My Car e Yesterday. Nei racconti si intrecciano incontri casuali e misteriosi, mentre Murakami lascia spazio alla fantasia: il famoso sassofonista jazz Charlie Parker, secondo lui, non è morto nel 1955, ma ha vissuto fino agli anni '60. In una divertente storia, Zpověď opice, il narratore incontra una scimmia parlante in un piccolo albergo, amante della musica di Anton Bruckner. Murakami riflette anche sull'invecchiamento, sottolineando come sia sorprendente vedere quanto siano invecchiati i suoi coetanei, in particolare le donne. Le sue storie non offrono messaggi o risoluzioni, ma hanno la capacità di rimanere a lungo nella mente del lettore.
Asako è una studentessa di 17 anni silenziosa e assorta. Un giorno Asako decide di cambiare vita, si fa da parte, esce di scena: abbandona la scuola e si nasconde in casa senza che la madre se ne accorga. Liberata la sua stanza da tutti gli oggetti, gettati i vestiti, i giochi, il computer, Asako si accinge a sparire, quando incontra un bambino di dieci anni che cambierà la sua esistenza. Grazie a quel computer prima abbandonato, poi recuperato, i due si immergono nel mondo impersonale delle chat-line, e avviano una rete di incontri erotici che è al tempo stesso un vero e proprio lavoro e un teatro delle ombre, in cui annullare la propria identità e scoprirsi diversi.